Mentre in Europa e Stati Uniti i rendimenti dei bond sono sempre più schiacciati sui minimi storici, fuori dall’area euro si possono ancora trovare buone occasioni. Ecco dove
Il mercato obbligazionario mondiale continua a mostrare un clamoroso bull market, che ormai dura da circa trent’anni. Da più parti arriva il monito di fare attenzione a una possibile bolla, visto che ormai dappertutto i tassi sono scesi sui minimi storici. Non importa come va l’economia, quale sia lo stock del debito e neppure il rating sovrano. Si compra un po’ di tutto e chiaramente i rendimenti dei titoli di stato tendono a schiacciarsi sempre più verso lo zero. In alcuni casi, come per i bond pubblici tedeschi, le scadenze che vanno da qualche mese a due anni mostrano tassi negativi.
Se i rendimenti dei titoli di stato europei, e dei paesi più sviluppati in generale, sono sempre più risicati e prossimi allo zero, quelli fuori dall’area euro mostrano ancora tassi interessanti. Tuttavia bisogna fare una selezione accurata dei mercati in grado di offrire tassi attraenti con rischi bassi e quelli che invece possono assicurare cedole notevoli a fronte di rischi medio-alti. Ora, però, non vogliamo parlare di bond argentini, venezuelani o russi, che presentano rendimenti in doppia cifra (o quasi) ma allo stesso tempo rischi elevati di perdita parziale o totale del capitale investito.
Cerchiamo di selezionare bond sovrani di paesi fuori dall’Eurozona caratterizzati da rating accettabili e da una stabilità economica tollerabile per un investimento di breve-medio periodo. I mercati dell’Est Europa appaiono i più interessanti, soprattutto in vista di un quantitative easing della BCE che potrebbe far volare le valute locali contro euro. Il bond governativo quinquennale della Polonia ha un rapporto rischio/rendimento interessante, ma per la stessa scadenza si può puntare anche su Romania e Bulgaria (il rendimento di aggira tra il 2% e il 2,65%).
In Asia gli esperti consigliano le emissioni di Taiwan, Korea, Malaysia, Filippine e Indonesia, in particolare quelle di Jakarta grazie a un rendimento che sfiora il 7,7% e una valuta (la rupia) che potrebbe fare tanta strada dopo la debacle dei mesi scorsi. In Sudamerica la fine del tapering della FED dovrebbe far soffrire le emissioni di Brasile e Cile, anche se il quinquennale carioca rende quasi il 13% (ma la valuta è ai minimi dal 2005), mentre appare più stabile il Messico (yield del 5%).
Se si vuole, invece, puntare sull’usato sicuro ecco che la propensione si sposta facilmente su Australia e Nuova Zelanda: il rendimento del quinquennale dei due paesi oceanici è pari rispettivamente al 2,8% e al 3,9%. Tassi alti, ma le valute potrebbe soffrire ancora nei prossimi mesi. Infine una soluzione più esotica, ma anche più rischiosa, è quella dei bond turchi: la scadenza a 5 anni rende più dell’8%, ma la lira turca potrebbe ben presto tornare sotto pressione a causa della fine del tapering della FED e di un’economia che mostra più bassi che alti.
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