Ticket parcheggio scaduto: niente multa, lo conferma il Ministero

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Ticket del parcheggio scaduto e relativa multa, si deve pagare? Dopo una serie di dubbi sull’argomento, è arrivata la risposta definitiva del Ministero dei Trasporti a fare chiarezza. Ecco che cosa ha detto.

Ticket del parcheggio scaduto e multa: un binomio ormai impossibile? Non siamo di fronte al sogno proibito di milioni di automobilisti italiani, da troppo tempo vessati da continue sanzioni propinate da Comuni alla ricerca disperata di risorse economiche da destinare alle esangui casse municipali.

Come nasce la questione

Abituati come siamo al diffondersi di numerose bufale via web, tuttavia, era comprensibile che ci fosse più d’uno scetticismo quando la notizia ha cominciato a diffondersi, dapprima in sordina poi in modo sempre più capillare. A occuparsene sono state anche le associazioni di consumatori, pronte a fornire assistenza per chi desiderasse fare ricorso contro una multa giudicata illegittima dallo stesso Ministero dei Trasporti.

La nuova conferma del Mit

L’ennesima conferma sulla veridicità della questione, infatti, è giunta anche ieri proprio dal sottosegretario ai trasporti Umberto De Caro, il quale ha risposto personalmente a un’interrogazione parlamentare in materia: gli automobilisti che si trattengono oltre il tempo della sosta tariffata non possono essere sanzionati. Il perché è molto semplice: trattandosi di pagamento in misura insufficiente, il Ministero dei Trasporti non ritiene che si verifichi la violazione di una norma di comportamento, bensì una semplice inadempienza contrattuale. Una questione di lana caprina? Non esattamente: tanto basta affinché i Comuni possano sì pretendere la differenza tra quanto pagato dall’automobilista e quanto effettivamente dovuto loro, ma nient’altro. Ciò che ne deriva è l’impossibilità, a livello pratico, di lasciare in bella vista una multa sotto il tergicristallo.

Il parere del Viminale

Un chiarimento resosi necessario anche a causa della diversa interpretazione da parte del Ministero degli Interni, grazie alla quale, negli ultimi anni, i Comuni avevano continuato a multare senza pietà. Il Viminale, infatti, ha rivisto la sua posizione espressa nel 2003, allineandosi con quanto stabilito dal Mit fin dal 2007.

Come funzionerà il recupero delle somme non pagate?

Insomma, a questo punto è difficile immaginare che chi protrarrà la sosta del proprio autoveicolo oltre il periodo tariffario pagato si ritroverà sul parabrezza una bella multa. I Comuni, dal canto loro, dovranno attrezzarsi per pretendere il rimborso delle somme non pagate, eventualmente comprensive di penali e spese varie. Cifre in alcuni casi talmente basse che non sarà semplice mettere in piedi un servizio di riscossione a costi accettabili ma questo, una volta tanto, non è un problema del quale si dovranno occupare i cittadini.