Svimez 2015: l’Italia cresce meno della Grecia, dati allarmanti nel Mezzogiorno

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Rapporto Svimez 2015: dal 2008 l’Italia è cresciuta del 4% in meno della Grecia. Allarme nel Sud Italia, dove il livello di crescita è inferiore del 40% rispetto alla media delle regioni d’Europa.

L’Italia tra i paesi dell’area Euro è quello che è cresciuto di meno: lo rileva il “Rapporto 2015 sull’economia del Mezzogiorno” elaborato dallo Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno.

In questo Rapporto sono stati analizzati i livelli di crescita dell’Italia nel periodo tra il 2000 e il 2013; i dati sono preoccupanti se rapportati a quelli del resto d’Europa.

Infatti, nel periodo esaminato, l’Italia ha avuto una crescita del 20,6%, mentre la media di crescita dell’area Euro a 18 è del 37,3%.

A rendere ancora più preoccupante questo dato è il livello di crescita delle regioni del Sud Italia: il Mezzogiorno in questi anni è cresciuto del 13%, mentre la media di crescita delle regioni dell’Europa a 28, è del 53,6%.

L’Italia è cresciuta addirittura meno della Grecia: il livello di crescita del Paese ellenico è del 24%, quattro punti percentuali in più del nostro Paese.

Dal Rapporto Svimez 2015 emerge che l’Italia è un “Paese diviso e diseguale”, dove il Sud è “la deriva e scivola sempre più nell’arretramento”.

Rapporto Svimez 2015, allarme disoccupazione

Dai dati riguardanti la disoccupazione contenuti nel “Rapporto 2015 Svimez sull’economia del Mezzogiorno” emerge uno scenario preoccupante: il numero degli occupati nel Sud Italia è di 5,8 milioni. Una cifra così bassa non si registrava dal 1977, nell’anno d’inizio delle serie storiche dell’Istat.

Nel 2014 in Italia si registra un tasso di disoccupazione pari al 12,7%: questo dato è il risultato della media tra la percentuale del Centro-Nord (9,5%) e quella del Sud (20,5%).

La differenza tra le due zone del nostro Paese è maggiore se si analizza la crescita dei posti di lavoro nel 2014: il Centro-Nord ha guadagnato 88.400 unità, mentre il Sud ne ha persi 45mila.

Negli ultimi sei anni in Italia hanno perso il posto 811mila persone, e più del 50% sono residenti nel Sud.

I più colpiti da questa situazione sono i giovani e le donne: il livello di occupazione tra le donne della fascia d’età 15-34 è del 20%, mentre il tasso di disoccupazione per i giovani under 24 è del 56%.

Lo Svimez ha manifestato la sua preoccupazione per i dati contenuti nel Rapporto:

“Tornare indietro ai livelli di quasi quarant’anni fa testimonia, da un lato, il processo di crescita mai decollato, e, dall’altro, il livello di smottamento del mercato del lavoro meridionale e la modifica della geografia del lavoro.”

Rapporto Svimez 2015, calo dei consumi

La situazione difficile del Sud Italia influisce anche sul livello dei consumi che nel 2014 sono saliti dello 0,6% nelle famiglie dell’area Centro-Nord , mentre nelle famiglie del Mezzogiorno sono diminuiti dello 0,4%.

Dall’inizio della crisi i consumi nei paesi del Sud Italia sono calati del 13,2%, di quasi il doppio rispetto al resto del Paese.

Rapporto Svimez 2015, crisi del settore manifatturiero

In Italia nel periodo tra il 2008 e il 2014 il settore manifatturiero ha perso il 16,7% del proprio prodotto; situazione difficile, ma niente se rapportata alle percentuali del Mezzogiorno, dove il settore manifatturiero ha perso il 34,8% del prodotto, più del doppio rispetto alle perdite dell’Italia.

Questo dato ha influenzato negativamente la quota del valore aggiunto manifatturiero sul PIL, dove nei paesi del Centro-Nord è del 17,9%, mentre nel Sud Italia solamente dell’8%.