La Svezia deve fronteggiare il pericolo deflazione. La Riksbank potrebbe ben presto seguire le orme della BCE e svalutare la corona
Nel Nord Europa il paese più in difficoltà è al momento la Svezia, che sta sperimentando una pericolosa fase di rallentamento economico. In attesa delle elezioni politiche del 14 settembre, che dovrebbero segnare la formazione di un nuovo governo guidato dalla coalizione di centro-sinistra, più incline a un’inversione di rotta dell’attuale strategia di politica monetaria della Riksbank, la Svezia deve fare i conti con una brusca discesa del tasso di inflazione che nell’ultimo mese è crollato allo 0,05% dal precedente 0,2%. Il rischio deflazione appare più che mai concreto e a tal proposito non si placano le critiche nei confronti dei vertici della Riksbank, accusata di aver seguito una strategia sbagliata nell’ambito della politica monetaria.
Il governatore Stefan Ingves è già finito in minoranza nel board della banca centrale di Stoccolma, nonostante a luglio abbia optato per il taglio dei tassi di interesse allo 0,25%. Ingves viene incolpato di aver portato avanti una politica monetaria troppo restrittiva negli ultimi quattro anni, nonostante le evidenti difficoltà dell’economia svedese.
Il numero uno della Riksbank ha dovuto, però, far fronte allo spaventoso livello di indebitamento delle famiglie svedesi, attualmente il più alto al mondo. Tassi troppo bassi avrebbero peggiorato ulteriormente questo indicatore. Ora che la BCE ha annunciato nuove misure monetarie ultra-accomodanti per risollevare la fragile economia dell’eurozona, aumentano le pressioni sulla Riksbank affinché segua una politica monetaria decisamente più espansiva.
Oltre a un nuovo taglio dei tassi, si comincia a parlare di un piano di quantitative easing in Svezia. Se Ingves non vorrà essere defenestrato, dovrà inevitabilmente annunciare un cambio di rotta nelle strategie monetarie della banca centrale svedese. Tra l’altro la Svezia deve risolvere anche il problema della disoccupazione, che resta la più alta in Scandinavia con il 7,1%. Sul mercato valutario la corona svedese potrebbe finire nel mirino della speculazione ribassista, sebbene ieri abbia guadagnato molto sull’euro dopo le nuove mosse espansive della BCE.
Il tasso di cambio euro/corona si muove intorno a 9,1650, dopo che il 3 luglio scorso era balzato quasi a 9,39. Nell’ultimo anno la corona svedese ha perso più del 5% contro l’euro, mentre le cose vanno decisamente peggio contro il biglietto verde. Il cambio dollaro/corona è volato oggi in area 7,0850, toccando il massimo più alto da oltre due anni: da inizio anno questo cambio ha già guadagnato il 6,5%.
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