Spending review, Cottarelli taglia 900 milioni di privilegi alla politica. Eccoli uno per uno

icon calendar icon person

900 milioni di tagli alla politica. Ecco come e dove Cottarelli prevede di trovarli

La spending review non risparmia neanche la politica. Finalmente. Carlo Cottarelli all’interno del suo dossier sulla riduzione della spesa pubblica italiana ha infatti inserito 900 milioni di tagli in tre anni destinati sia ai partiti che agli enti locali.

Partiti
Il decreto legge sul finanziamento pubblico ai partiti approvato solo trenta giorni fa non piace al supercommissario che modifica quanto previsto dalla norma. Quest’ultima infatti dà ai partiti ancora tre anni di finanziamenti. Una volta cancellati, nel 2017, essi potranno comunque ricevere un contributo volontario del 2 per mille dell’IRPEF da parte dei cittadini.

Cottarelli mira invece a ridurre ulteriormente l’importo del finanziamento che i singoli partiti riceveranno nei prossimi 36 mesi. Di quanto non si sa ancora, ma la cifra dovrà essere inferiore rispetto a quanto previsto dal DL approvato.

Enti locali
Per quanto riguarda gli Enti locali i tagli riguardano sia i Comuni che le Regioni. Parlando dei primi, il documento prevede l’accorpamento dei Comuni con meno di 5mila abitanti. Essi dovranno inoltre diminuire sia il numero che lo stipendio dei consiglieri.
Lo stesso vale per le Regioni che oltre a ridurre i consiglieri, i loro assegni e i loro vitalizi, dovranno essere soggette ad un attento controllo che “eviti l’aggiramento delle misure”. Una parte cardine del documento riguarda inoltre il “divieto di cumulo di pensioni con le retribuzioni offerte dalla carica pubblica”.

Organi Costituzionali
Per gli Organi Costituzionali si prevede una spending review da 2,4 miliardi da applicare nei prossimi tre anni. Cottarelli ha sottolineato inoltre che dal 2009 non è stata messa in atto nessun tipo di riduzione, al contrario di quanto fatto con l’Amministrazione Centrale.

Infine, si evidenzia nel documento, “la stima di risparmio riportata include la trasformazione del Senato”.