Soft economy e green economy, non solo Expo: il futuro dell’economia in Italia

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Ad Expo 2015 cultura e green economy sostengono talento, creatività e territorio per difendere le eccellenze italiane: nuove prospettive per l’economia.

Con Expo l’Italia nutre il mondo ma l’economia italiana può vivere anche di cultura.
Quali sono le eccellenze italiane? Quali i settori trainanti dell’economia italiana? Si parla molto di cibo in questo momento specifico, ora che Expo si apre al mondo.

Il cibo è senz’altro un cavallo di battaglia dell’orgoglio italiano ma il fenomeno Expo ci fa riflettere anche sul fatto che l’economia guarda oggi al quotidiano e alla qualità della vita, pensando ad un nuovo umanesimo.

Le industrie creative e la comunicazione si pongono rispettivamente al primo e al terzo posto per incidenza sulle attività italiane con una percentuale, rispettivamente, del 69% e 7,3%.

Come non volgere, inoltre, l’occhio al nostro patrimonio storico-artistico? Secondo la fonte Unioncamere-Infocamere, esso incide con una percentuale dello 0,2% sul totale delle attività italiane, forse ancora troppo poco rispetto alle potenzialità esprimibili.
Fra i tesori da proteggere nel nostro Paese troviamo le industrie creative di stampo manifatturiero (come la moda) e agroalimentare – che a ben vedere si fondano sui nostri valori tradizionali di qualità e bellezza. 

Soft economy e green economy
Non bisogna dimenticare, accanto alla soft economy, la ben nota green economy.
Proprio in un suo recente intervento presso Expo, il Presidente della Repubblica Mattarella ha detto che la Green Economy sarà sempre più importante per il PIL italiano ma, perché ciò accada, va posto l’accento sulla salvaguardia del territorio evitando il degrado e la speculazione edilizia.
Il Vicepresidente di Confindustria ha subito accolto questa dichiarazione a nome degli imprenditori italiani, richiamandoli a dimostrare la massima responsabilità proprio sul tema del rispetto delle normative edilizie.

Fruizione mirata e valori immateriali
Il 15 giugno scorso, ancora Mattarella ha dato seguito alle parole coi fatti, dimostrando la propria sensibilità verso questi temi e aprendo la tenuta di Castel Porziano a 500 disabili per le loro vacanze estive. Un bell’esempio di come si possa godere di un luogo marittimo che è sfuggito alla cementificazione scriteriata senza inficiarne le caratteristiche ambientali. È quello che, in gergo, si dice fruizione mirata di un bene ambientale, ossia la concessione in uso dello stesso purché si persegua uno scopo virtuoso tale da mantenere positivo il bilancio ambientale.

Le industrie creative e culturali dovranno programmare una fruizione mirata del territorio in cui sono radicate e da cui traggono linfa vitale e, quindi, faranno bene a seguire i principi della soft economy, investendo su valori immateriali come talento, innovazione e creatività.