Sanità, tagli agli esami inutili: dalla tac alle risonanze, tutto quello che succederà alle prestazioni a rischio

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Il taglio alla spesa pubblica ha colpito duramente la sanità: sono 208, infatti, le prestazioni finora a carico del servizio sanitario nazionale che verranno investite dalla spending review. Ecco tutto quello che cambia con il testo presentato dal governo.

Risonanze magnetiche della colonna e delle articolazioni, tac, esami di laboratorio e genetici, test allergici. Sono 208 le prestazioni attualmente a carico del servizio sanitario nazionale che rischiano di essere considerate inappropriate.
L’elenco degli esami considerati inutili, stilato dal Ministero della Salute, è stato presentato oggi ai sindacati dei camici bianchi che avranno due giorni di tempo per poter fare delle osservazioni. La lista, aggiornata, risulta allungata rispetto alla prima ipotesi.
E’ atteso quindi il parere positivo del Consiglio superiore di sanità, dopo il via libera preliminare già concesso dallo stesso. A quel punto il testo andrà verso l’approvazione.

Sanità, cosa succederà alle prestazioni considerate inappropriate?
Quando il testo verrà approvato chi vorrà sottoporsi alle prestazioni incluse nell’elenco potrà farlo solamente in alcuni casi a carico del servizio sanitario nazionale: le condizioni per poter continuare a usufruire delle prestazioni pagando solo il ticket vengono indicate nel testo del ministero, negli altri casi il paziente che decida di sottoporsi a uno di tali esami potrà farlo pagando di tasca propria.
In questo modo il governo conta di ridurre gli sprechi e ottenere un risparmio di risorse pubbliche.

Sanità, quali sono le prestazioni che lo Stato non pagherà più?
Le prestazioni che verranno colpite maggiormente sono le risonanze magnetiche, esami considerati tra i più a rischio di inappropriatezza, costosi e spesso svolti quando non ce n’è realmente bisogno.
Oltre alle risonanze, colpite dal decreto sono anche alcune tac che verranno passate solo se giustificate da sospetti di patologie oncologiche e da traumi. Nella lista sono presenti poi in buon numero diverse prestazioni odontoiatriche, già oggi, comunque, molto difficili da ottenere nella maggior parte delle aziende sanitarie e ospedaliere.
Infine nell’elenco ci sono anche moltissimi esami di laboratorio, test e trattamenti allergologici e dermatologici.

Sanità, cosa succederà ai medici che prescriveranno prestazioni inappropriate?
I medici che prescriveranno prestazioni considerate inappropriate andranno incontro a una sanzione pecuniaria. E’ questo il punto del testo presentato dal governo che ha sollevato le polemiche dei sindacati dei camici bianchi, che ritengono questo sistema potenzialmente pericoloso.

«Questo meccanismo rischia di rompere il rapporto tra i medici e i cittadini anche perché i pazienti dovranno pagare di tasca propria varie prestazioni in determinate situazioni»

ha commentato Massimo Cozza della Cgil medici.
Dello stesso avviso sono anche i medici di famiglia, ossia i professionisti che molto spesso si ritrovano a effettuare le prescrizioni.
Silvestro Scotti, della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), ha così commentato in proposito:

«Siamo assolutamente critici sulla previsione di sanzioni pecuniarie per i medici nell’ambito del decreto in preparazione sull’appropriatezza delle prestazioni, e alzeremo i toni della nostra protesta. Questo provvedimento rientra nella protesta che stiamo preparando nell’ambito della mobilitazione indetta dalla Federazione degli ordini dei medici Fnomceo. Così si riduce il ruolo del medico. I colleghi del Consiglio superiore di sanità, che hanno prodotto un parere scritto favorevole a questo provvedimento, si assumeranno la responsabilità rispetto al mondo scientifico delle scelte di erogabilità e appropriatezza che hanno validato».