Riaprono i ristoranti: regole e novità per la sicurezza dei clienti

12/05/2020

Raccomandazioni e soluzioni tecnologiche per la sicurezza dei clienti in vista della probabile riapertura dei ristoranti del 18 maggio, in quasi tutte le regioni italiane. Lombardia e Piemonte ancora in dubbio.

L’ipotesi di riapertura di ristoranti, bar e pizzerie potrebbe essere la data del 18 maggio. Sono in fase di definizione le raccomandazioni per il settore della ristorazione indicate anche da Inail e dall’Istituto superiore di sanità per scongiurare nuovi contagi nella fase 2.

Al momento si attendono i dati dei monitoraggi epidemiologici che saranno inviati nei prossimi giorni dagli enti regionali e, soltanto l’andamento delle statistiche, consentirà di procedere con le riaperture.

Certo è che si deciderà con la massima prudenza, differenziando le situazioni da regione a regione: più basso sarà l’indice di rischio, più sarà possibile riaprire. Le regioni come Lombardia e Piemonte che registrano un numero ancora alto di contagi, probabilmente, dovranno aspettare ancora un po’ di più prima di poter riaprire i ristoranti. Il verdetto finale, però, spetta al governo che tradurrà tutte le raccomandazioni in un nuovo Dpcm da seguire.

Nell’attesa di un protocollo da applicare, le indicazioni delle misure contenitive sembra riguardino le distanze tra i clienti per evitare rischi e le aggregazioni.

Nei ristoranti quattro metri di distanza per cliente

Le indicazioni che l’Inail e gli esperti dell’Istituto superiore di sanità hanno messo a punto per la protezione dei clienti e del personale riguardano, in primis, la distanza interpersonale.

Ogni cliente avrà a disposizione uno spazio di quattro metri quadrati e tra un tavolino e l’altro dovrà essere garantita una distanza di almeno due metri. Indicazioni che potrebbero essere rispettate, in vista dei mesi estivi, usufruendo anche di spazi pubblici in cui poter allestire i tavolini in maniera più sicura.

Nei casi in cui le distanze non possono essere applicate, corre l’obbligo di utilizzare le barriere in plexiglass.

La convivenza con il virus impone, dunque, regole rigide che molto probabilmente potrebbero portare ad una forte riduzione dei coperti. È questa la preoccupazione delle associazioni di categoria: “Con una persona ogni quattro metri quadri i ristoranti italiani perderebbero in un sol colpo quattro milioni di posti a sedere, ovvero il 60 per cento del totale - protestano la Fipe e FareRete — “procedure di sanificazione complesse e l’utilizzo di divisori in plexiglass, vuol dire non voler far riaprire i ristoranti.”

Norme igieniche, termoscanner e menù digitali

Andranno applicate tutte le consuete misure di igienizzazione, alle quali si aggiungono inoltre la disinfezione e la sanificazione degli ambienti e dei servizi igienici, nonché la continua ventilazione degli stessi.

Ovviamente anche per i camerieri sarà obbligatorio l’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale (mascherine, gel disinfettanti e guanti). Vale altrettanto per i cuochi e il personale di cucina che dovranno indossare sempre i dpi.

Tra le soluzioni più gettonate per la sicurezza dei clienti, già presenti in mercato, oltre ai pannelli in plexiglass, potrebbero aggiungersi anche le novità dei termoscanner per misurare la temperatura corporea ed i dispenser per il gel disinfettante che si attivano con una fotocellula. Un vero e proprio termometro a infrarossi che, ad un metro di distanza, in meno di un secondo analizza la temperatura corporea con margine di errore di 0,2 gradi. Con temperatura superiore a 37,5 il sistema comunica lo stop con un messaggio audio e video e blocca l’ingresso al cliente.

Le aziende hanno già pensato anche ai brevetti per i menù digitali.
La visualizzazione del menù, quindi, abbandona il format tradizionale e potrebbe essere su tablet, sanificati di volta in volta, o su menù cartacei monouso.

I clienti, inoltre, direttamente dal proprio tavolo potrebbero utilizzare anche la comanda autonoma, con la grande novità, negli esercizi che installeranno questo sistema, di poter accedere con il proprio smartphone all’elenco dei piatti e alla carta dei vini, così da ridurre al minimo l’interazione con il cameriere che servirà direttamente le consumazioni.

Autocertificazioni per le famiglie per evitare le aggregazioni

Per i gestori è praticamente impossibile verificare che i clienti che siedono allo stesso tavolo siano parenti o congiunti; da qui, prende forma l’idea che si potrebbe esibire l’autocertificazione per i nuclei familiari, con la quale si può dimostrare di essere parenti.

È da garantire comunque il distanziamento adeguato anche tra le sedie e, per evitare aggregazioni, il servizio a buffet, molto probabilmente, non sarà ancora possibile.

Per le stesse ragioni al momento del conto sarà opportuno privilegiare i soli pagamenti elettronici e la possibilità di installare barriere separatorie alla cassa, sempre servite da personale munito di dispositivi di protezione individuali.