Rischio bolla sui mercati: azionario sempre più caro, paradossi sui tassi

Nicola D’Antuono

21 Aprile 2015 - 17:47

Le borse mondiali sono ai massimi da diversi anni a questa parte, grazie al sostegno delle banche centrali. Esiste un rischio bolla?

Rischio bolla sui mercati: azionario sempre più caro, paradossi sui tassi

Il crollo delle borse avvenuto la scorsa settimana ha minato sensibilmente la fiducia degli investitori internazionali, che negli ultimi mesi avevano caricato i propri portafogli con massicce quantità di azioni e bond attuando un’ampia diversificazione. Ciò è stato possibile grazie al mantenimento delle politiche monetarie ultra-espansive delle principali banche centrali mondiali e soprattutto a seguito del lancio del programma di quantitative easing della BCE, che da inizio marzo scorso ha cominciato a iniettare liquidità sui mercati a un ritmo di 60 miliardi di euro al mese contravvenendo alla dottrina classica di stampo teutonica da sempre contraria a questo genere di operazioni.

Il sentiment degli investitori è salito alle stelle, tanto che l’azionario è arrivato a guadagnare più del 20% da inizio anno. Cifre da capogiro, soprattutto se si sommano ai guadagni realizzati negli ultimi anni, che hanno confermato tra gli altri Wall Street e Francoforte sui massimi di sempre. Ottimi risultati sono stati riscontrati anche sui bond, tanto che alcuni paesi “core” (come la Germania, la Svizzera e il Giappone) si finanziano ormai a tassi pari a zero o addirittura negativi sulle scadenze decennali. Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni, che si attesta sotto lo 0,1%, rende ormai 27 volte meno del pari scadenza Treasury Bond americano: un evento che non si era mai verificato nel passato.

Gli investitori continuano a guardare con grande attenzione alle mosse delle banche centrali, in particolare della FED. L’istituto monetario di Washington dovrebbe attuare presto una stretta monetaria, dopo oltre 7 anni di politica di tassi a zero. Secondo gli specialisti di Deutsche Bank il probabile rialzo dei tassi di interesse della Federal Reserve sarà un fattore destabilizzante per i mercati mondiali, tanto che la banca d’affari tedesca si aspetta una “tempesta perfetta” nel 2018 in caso di rialzo dei tassi in America entro quest’anno.

Sullo sfondo, poi, aleggiano una serie di rischi: default della Grecia (con possibile uscita dall’euro), fallimento del QE nell’Eurozona, utili societari inferiori alle attese, bolla finanziaria in Cina. I mercati guardano con preoccupazione anche alla situazione di Pechino, visto che il valore dell’indice della borsa di Shanghai è più che raddoppiato in un anno. Le autorità cinesi, al fine di evitare un hard landing (considerando anche il rischio bolla nell’immobiliare e i pericoli derivanti dallo shadow banking), stanno correndo ai ripari: nelle prossime settimane dovrebbero essere varate una serie di misure atte ad agevolare lo short selling sulle azioni.