Rimborsopoli, ai politici abbiamo pagato pure le mutande. Gli sprechi di ogni Regione

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Ogni Regione ha speso soldi pubblici per acquisti grotteschi: dai gratta e vinci ai vibratori, dall’intimo, ai ristoranti, ecco le spese Regione per Regione

Negli ultimi giorni non si fa che parlare di Rimborsopoli e dei soldi spesi dai contribuenti per soddisfare qualsiasi tipo di bisogno dei politi regionali. Dalle mutande al caffè, dai vibratori alle sigarette, fino a viaggi privati e abiti firmati ce n’è davvero per tutti i gusti.

Eppure la legge dice che annualmente i vari gruppi appartenenti ai consigli italiani devono inviare alla Corte dei Conti un documento contenente le spese effettuate, con tanto di fatture e ricevute volte a dimostrare come sono stati spesi i soldi pubblici.

Ma a quanto pare questo non è mai stato un ostacolo per i nostri politici e i giudici si sono sempre ritrovati ad analizzare dossier tanto illeggibili quanto illogici, con numeri che farebbero accapponare la pelle a chiunque abbia una conoscenza base di matematica (e parliamo di tabelline, non di chissà che).

Non è bastato neanche lo scandalo del 2012 a porre un freno a questi acquisti sconsiderati fatti a spese dei contribuenti. Nel 2013 infatti tutto funziona come sempre e la Corte dei Conti è stata costretta ad aprire ulteriori indagini per cercare di far rispettare le regole.

Ecco dunque, Regione per Regione, l’elenco degli sprechi e dello shopping folle dei consigli regionali italiani.

Valle d’Aosta
Tra le varie regione elencate è l’unica che quest’anno sembra avere i conti (e i resoconti) in regola. A quanto pare la Regione ha imparato la lezione dopo lo scandalo del 2012 che ha costretto i giudici a mettere sotto indagine 34 persone tra cui il consigliere Massimo Lattanzi, tesoriere di Forza Italia-PDL , per aver utilizzato denaro pubblico allo scopo di finanziare e acquistare cene, motorini, capre (sì, avete letto bene), squadre di calcio, feste, ecc.

Piemonte
Sono 40 gli indagati della Regione Piemonte. Tra essi spicca il nome dello stesso Governatore leghista Roberto Cota. È proprio lui infatti che, durante un viaggio in America, avrebbe speso 40 euro appartenenti ai contribuenti per acquistare un paio di mutande verde Lega. Ma nei conti del Presidente della Regione ci sarebbe anche altro che non torna: nella documentazione arrivata ai giudici infatti ci sarebbero spese effettuate nella stessa ora, ma in posti differenti.

Lombardia
Standing Ovation per la Lombardia in cui il 70% (2,1 milioni su 3) dei rimborsi è stato speso in caviale, champagne, iPhone e iPad, barattoli di Nutella, aperitivi e chi più ne ha più ne metta.
I consiglieri sotto accusa sarebbero in tutto 64, appartenenti ai più importanti partiti politici: PD, PDL, Lega, UDC.

Trentino Alto Adige
Una delle Regioni migliori, ma non del tutto pulita. Lo scandalo è scoppiato qualche mese fa. Tra i rendiconti dei partiti è stato trovato uno scontrino da 64,62 euro per l’acquisto di un vibratore e di altri due giocattoli erotici in un sexy-shop. Nella bufera è finito il partito dei Freiheitlichen. Gli interessati si sono giustificati sostenendo di aver voluto fare uno scherzo per una festa di compleanno. Uno scherzo, a spese nostre ovviamente.

Friuli-Venezia Giulia
20 indagati per peculato per la Regione Friuli-Venezia Giulia. Tra i rimborsi: barbieri, armerie, cene di San Valentino, gioielli e persino un set di pentole.

Veneto
Quello del Veneto è un caso un po’ anomalo. Nel mese di ottobre del 2013 i consiglieri regionali hanno presentato una legge Salva-rimborsi, sottoscritta da tutti i partiti, che tenta di ovviare al blocco dell’erogazione di fondi pubblici da parte della Corte dei Conti, che scatta in seguito agli illeciti dimostrati. La stessa norma consente anche alla Regione di stabilire quali sono le spese inerenti alle varie attività dei gruppi politici.

Liguria
4 gli indagati, tutti consiglieri di IDV che hanno acquistato: biancheria intima, cene di lusso, viaggi, ecc. Il presidente del Consiglio Regionale, Rosario Monteleone dell’UDC, l’anno scorso è stato costretto a dimettersi per aver richiesto rimborsi senza giustificativi.

Emilia Romagna
Altro record significativo lo segna l’Emilia dove sono stati spesi 500mila euro di soldi per i ristoranti. A questi si sommano viaggi in Costiera Amalfitana, limousine, taxi, ecc.

Marche
Inchiesta per peculato anche per il Consiglio regionale delle Marche che tra il 2011 e il 2012 avrebbe usato i soldi dei contribuenti per spese private. Tra esse spicca in particolare quella relativa ai ritiri spirituali.

Lazio
Nel 2012 il Consiglio guidato da Renata Polverini si dimise per peculato. Tra le spese: viaggi in Porsche, SUV, finanziamenti ai circoli sportivi, cene, alcolici, feste in maschera. Tutto ciò senza tentare nemmeno di inserire giustificativi.
A questi si sommano poi i soldi sottratti dall’ormai celebre Franco Fiorito che ha dichiarato di aver versato a ciascun consigliere una cifra pari a 100mila euro.

Campania
51 indagati in Campania. Le spese sono le solite, ma tra esse ne spicca una: un’istituzionale tintura per capelli.

Abruzzo
80mila euro di peculato e 25 indagati. Tra essi è presente anche il Governatore della Regione Gianni Chiodi (FI-PDL). Tra le spese pagate da noi ci sarebbero biglietti aerei per parenti, hotel di lusso, vini pregiati, ma anche donne a pagamento. Chiodi ha infatti confessato di aver dormito a Roma con una signorina che successivamente è entrata a far parte della Commissione Regionale Pari Opportunità.

Molise
Spese folli anche per il Molise. Tra esse: lampade da 900 euro, tappeti da 2mila euro, quadri, ecc.

Puglia
9 irregolarità su 11 rendicontazioni. Oltre alle solite già descritte, spicca l’abbonamento a quotidiani di alto contenuto politico-istituzionale: Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport. Indispensabili per svolgere al meglio il lavoro di consigliere.

Calabria
Lo scandalo del 2013 ha fatto notizia. Gli indagati sarebbero 13. Tra le spese: gratta e vinci, viaggi ingiustificati all’estero e alle terme, uno spettacolo di lap dance.

Basilicata
La Regione spicca per aver restituito, dopo l’inchiesta del 2012, i soldi sottratti ai contribuenti. A quel tempo gli indagati furono 40. Le spese: peluches “mini orsetto”, caciocavallo, viaggi, ecc.

Sicilia
Spese assurde anche in Sicilia: cialde da caffè, piatti di cristallo, candelabri, lettori DVD. Ma soprattutto: una multa di 51 euro.

Sardegna
Da non sottovalutare l’altra grande isola. La Sardegna conta attualmente 64 indagati, 3 arrestati e il caso Francesca Barracciu, la candidata alla Regione PD, costretta a ritirare la sua candidatura perché accusata di aver speso 33mila euro illegittimamente.
Tra gli indagati, qualcuno avrebbe speso i soldi pubblici per l’acquisto di pecore.