Molte novità sul fronte della Riforma del lavoro. Giovedì scorso sono stati presentati in Senato 43 emendamenti su cui si è iniziato a votare ieri in Parlamento e che rendono praticamente definitiva la Riforma del Lavoro elaborata dal Ministro Elsa Fornero.
Le pressioni da parte delle imprese, perché si porti a termine la riforma il prima possibile e le polemiche che ancora dividono i sindacati sulle modifiche, rendono il tema controverso e spinoso.
I principali cambiamenti
- Partite IVA
Arrivano nuove misure per riconoscere le partite IVA false da quelle vere. Solo chi avrà un salario lordo annuo di almeno 18mila euro, dimostrando di avere competenze di «grado elevato» sarà esentato dalla presunzione di di impiego subordinato.
- Co. Co. Pro
Tra gli emendamenti ce n’è anche uno che stabilisce il limite di un salario base anche per i contratti co.co.pro definito sulla base della media delle tariffe minime dei lavoratori autonomi e della media delle retribuzioni stabilite dai contratti collettivi. Inoltre, l’indennità una tantum, che spetta ai collaboratori a progetto che perdono il posto di lavoro e che hanno lavorato per almeno 6 mesi, viene riconfermata in via sperimentale (questa prima fase durerà tre anni) e potrà ammontare, proporzionalmente ai compensi percepiti, ad un massimo di oltre 6000 euro.
- Tempo determinato
Cambiano anche le situazioni dei contratti a tempo determinato: la durata di questi viene raddoppiata da 6 a 12 mesi; non necessaria è la sussistenza del «causalone», mentre l’intervallo tra il blocco e la riassunzione viene ridotta da 90 a 30 giorni e da 60 a 20 giorni, in situazioni aziendali specifiche, come una start-up o il lancio di un prodotto o servizio. Se non vengono rispettate queste tempistiche , il contratto è da intendersi a tempo indeterminato.
- Job on call
Il Job on Call, ovvero il lavoro a chiamata o intermittente, potrà essere attivato tramite un sms, fax o posta elettronica certificata alla Direzione del lavoro da parte del datore di lavoro. La violazione delle norme alla base di questo emendamento verrà punita con sanzioni fino a 2.400 euro.
- Bonus produttività
Il bonus produttività viene sbloccato e diventa fisso, allo scopo di incentivare il merito, con l’entrata a regime da quest’anno della cedolare secca del 10%. Già pronto un fondo ad hoc di 650 milioni finalizzato a incentivare la contrattazione di secondo livello
- Articolo 18
Alcune misure sull’articolo 18 verranno corrette, per ciò che concerne i licenziamenti disciplinari: il reintegro in caso di illegittimità sarà effettuabile solo sulla base delle tipizzazioni incluse nei contratti collettivi applicabili.
- Conciliazione
Il licenziamento intimato entrerà in vigore dal giorno della sua comunicazione, fatta eccezione per casi straordinari come maternità e infortuni sul lavoro, allo scopo di evitare frodi e inganni da parte dei lavoratori.
- Democrazia economica
Ai fini di una maggiore trasparenza e democratizzazione economica, il governo risulta delegato a legiferare per ciò che concerne obblighi di informazione, negoziazione e consultazione nei riguardi dei lavoratori da parte delle aziende. Sono inoltre attese nuove regole riguardanti remunerazioni meritocratiche e partecipazione dei dipendenti ai bilanci aziendali.
- Aspi
Sarà avviata una fase sperimentale dal 2013 al 2015 finalizzata a rendere l’indennità Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego) una liquidazione. La soglia massima da non superre è stabilita a 20 milioni di euro annui.
- Voucher asili
Il buono baby-sitter potrà essere utilizzato anche per gli asili nido pubblici e privati. Se il padre del bambino è un lavoratore dipendente, sarà obbligato entro i primi 150 giorni dalla nascita del figlio ad astenersi per 1 giorno dal lavoro.
- Lavoro accessorio
Ritornerà l’utilizzo di voucher per professionisti e commercianti nel lavoro occasionale. In agricoltura i voucher saranno ammessi solo per i lavoratori occasionali non iscritti negli elenchi dei lavoratori agricoli. Obbligatorio per i buoni essere numerati progressivamente, con indicato orario e data.
- Ticket sanitari
I disoccupati e i loro familiari a carico saranno esentati dal pagamento dei ticket sanitari.
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