Reddito di Cittadinanza: l’importo potrebbe cambiare, si guarda al modello tedesco

Reddito di Cittadinanza: nuove regole per il calcolo, la conferma del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. Così potrebbe variare la parte riconosciuta per l’affitto.

Reddito di Cittadinanza: l'importo potrebbe cambiare, si guarda al modello tedesco

Il Reddito di Cittadinanza potrebbe essere interessato da una riforma strutturale che interesserà non solo i requisiti ma anche l’importo del sostegno erogato alle famiglie.

A parlare di una possibile riforma del Reddito di Cittadinanza è stato il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, la quale ha partecipato in queste ore all’evento annuale del PON Inclusione - “Rafforzamento dei servizi sul territorio e lotta alla povertà” - dove ha ribadito l’importanza avuta da questo strumento per il sostegno al reddito durante la pandemia.

Il Reddito di Cittadinanza, quindi, sarò un caposaldo dei trattamenti assistenziali riconosciuti dallo Stato anche nei prossimi anni; non viene però esclusa una riforma, un’ipotesi che il Ministro del Lavoro ha preso in considerazione dopo essersi confrontata con Francia e Germiania, Paesi dove questa misura è già in vigore - con successo - da anni.

Il modello a cui l’Italia potrebbe fare riferimento per un’eventuale riforma del Reddito di Cittadinanza è quello dell’Hartz IV, il reddito minimo garantito tedesco.

Va detto che questo differisce dal Reddito di Cittadinanza specialmente per il sistema di calcolo. Da noi, infatti, c’è una quota variabile per famiglia a seconda del reddito e del numero dei componenti del nucleo, più una quota aggiuntiva che varia a seconda della presenza di un canone d’affitto o di una rata del mutuo.

In Germania non è così: ogni famiglia, quindi, percepisce un assegno di importo variabile a seconda del numero dei componenti, indipendentemente dal reddito percepito. La parte aggiuntiva legata all’affitto, invece, varia a seconda del costo dell’affitto nelle varie zone.

Riforma del Reddito di Cittadinanza in base al modello tedesco: la conferma del Ministro del Lavoro

Il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha confermato la possibilità di un cambio delle regole per il calcolo del Reddito di Cittadinanza. In particolare si potrebbe fare come in Germania, dove l’unica parte variabile dell’assegno è quella legata al costo dell’affitto.

Così il Ministro Catalfo si è espressa in merito a questa eventualità:

In Germania il beneficio è uguale per tutti su tutto il territorio nazionale. Quello che cambia e viene modulato a secondo del territorio in cui si vive è il beneficio per l’affitto che viene parametrato sia a seconda del territorio nel quale si vive sia al numero dei componenti della famiglia.

Quest’ultima è un’implementazione possibile per la Catalfo ma che dovrebbe richiedere uno stanziamento ulteriore di risorse.

Un aumento che dovrà essere necessario anche nel caso in cui il numero di beneficiari dovesse aumentare ancora: per il 2021, infatti, si stima un costo per il Reddito di Cittadinanza pari a 10 miliardi di euro e senza uno stanziamento di circa 3 miliardi (per il 2021 sono stati stanziati poco più di 7 miliardi per il pagamento del Reddito di Cittadinanza), sarà necessario procedere con un taglio dell’importo così da poter continuare a pagarlo a tutti i beneficiari.

Ma questa è un’altra storia. Quel che ci interessa oggi è la possibile riforma del Reddito di Cittadinanza annunciata dalla Catalfo. In che modo la novità legata all’affitto potrebbe cambiare l’attuale sistema del calcolo? Facciamo chiarezza.

Reddito di Cittadinanza: rimborso affitto cambia di zona in zona?

Va detto che l’intenzione del Ministro del Lavoro non sembra essere quella di modificare interamente il sistema di calcolo del Reddito di Cittadinanza.

Per questo motivo l’importo di base sarà ancora calcolato tenendo conto dei redditi e del numero di componenti del Reddito di Cittadinanza. Discorso differente per l’Hartz IV tedesco, dove in ogni caso un componente solo ha diritto a 432 euro, mentre una coppia in difficoltà economica riceve 389 euro a testa (a questi importi poi si aggiungono contributi per i figli a carico).

L’Italia, però, potrebbe guardare alla Germania per quanto riguarda la quota riconosciuta per il rimborso delle spese d’affitto. Da noi, infatti, viene stabilito che in ogni caso - quindi indipendentemente dalla zona di residenza e dal numero di componenti del nucleo - il valore massimo del rimborso per famiglia è di 280,00€.

In Germania, invece, i costi per il rimborso dell’affitto variano a seconda del territorio. E non solo: perché il rimborso scatta solo quando la grandezza dell’appartamento è proporzionata al numero di componenti del nucleo familiare: ad esempio, per una sola persona è considerato appropriato un appartamento di 50 metri quadrati e per ogni componente aggiuntivo si aggiungono altri 15 metri quadrati.

Questo fa sì che in media in una zona rurale è riconosciuto un rimborso di circa 4 euro per metro quadrato dell’appartamento mentre questo aiuto raddoppia in città.

Un sistema nato per non penalizzare coloro che - vivendo in città - devono sostenere costi più elevati per le spese d’affitto; un sistema di calcolo che potrebbe essere introdotto anche in Italia, andando così a modificare i criteri per quantificare l’importo mensile del Reddito di Cittadinanza.

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