Quota 96 in pensione? Potrebbe esserci un altro scoglio da superare

icon calendar icon person

Quota 96 vicinissimi alla pensione, ma potrebbe esserci l’ultimo ostacolo da superare

L’emendamento al decreto sulla Pubblica amministrazione relativo alla pensione dei Quota 96 è finalmente stato sbloccato.

Adesso tocca alla Commissione Bilancio della Camera dire il suo parare, ma in via del tutto teorica, gli insegnanti che non potevano accedere al trattamento previdenziale pur avendo maturato 61 anni di età e 35 anni di contributi o 60 anni di età e 36 anni di contributi potrebbero finalmente veder risolti i loro problemi.

“Tra poco più di un mese, dopo aver atteso oltre due anni, il personale della scuola, bloccato nell’anno scolastico 2011-2012 dalla riforma Fornero, potrà finalmente andare in pensione”.

Questo quanto dichiarato dal deputato del Partito democratico Manuela Ghizzoni annunciando l’Ok della Commissione all’emendamento di cui è prima firmataria.

Il Sì è stato accolto con soddisfazione anche dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini:

"L’approvazione dell’emendamento è un’ottima notizia. Ora siamo ad un passo dalla fine di quello che per centinaia di insegnanti italiani era diventato un incubo. La proficua collaborazione fra Governo e maggioranza parlamentare ha giocato in questa partita un ruolo fondamentale. Ora apriamo a nuove possibili assunzioni per altrettanti precari che da tempo attendono una soluzione per la loro stabilizzazione”.

La parola adesso passa alla Commissione bilancio. Poi l’Aula avrà il compito di dare il via libera all’intero Decreto. Ma a questo punto, potrebbe sorgere un nuovo ostacolo, non solo per insegnanti e personale Ata bloccati dall’assurdo errore della riforma Fornero, ma per tutti i lavoratori interessati dalla riforma della Pubblica Amministrazione.

Il testo, dopo il vaglio della Commissione Affari Costituzionali, arriva ora a quella Bilancio, presieduta da Francesco Boccia, proprio colui che nelle settimane passate aveva garantito una soluzione per i Quota 96.

A questo punto si vedrà se Boccia, e la maggioranza intera, avrà intenzione di mantenere la parola data. Lo scoglio più impervio quindi non è la Commissione Bilancio, ma il MEF. Gli economisti di via XX settembre infatti, già in passato critici sulla possibilità di salvaguardare i Quota 96, potrebbero nuovamente intervenire per richiedere delucidazioni sulle coperture.

Boccia insiste che i soldi ci sono, ma date le attuali difficoltà del Governo , nulla può essere dato per scontato.

Ricordiamo inoltre che i tempi stringono. Occorre che il Parlamento approvi il decreto, e pure in fretta, perché l’INPS possa ricevere e vagliare le domande di pensionamento dei Quota 96. Se tutto andrà liscio, il trattamento previdenziale arriverà a settembre. Nel caso in cui la Commissione Bilancio dia il proprio assenso, il decreto sulla Pubblica Amministrazione arriverà alla Camera, dove, probabilmente, il Governo deciderà di porre la fiducia.