Qualità della vita, Bolzano in testa. Reggio Calabria fanalino di coda

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Bolzano in testa nella classifica stilata da Il Sole 24 ore sulla qualità della vita nelle province italiane. L’ultima, Reggio Calabria

Bolzano è la città dove si vive meglio. Lo dice l’annuale ricerca de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane, che per il 2015 vede proprio il capoluogo trentino a guidare la classifica, accompagnato da Trento in terza posizione. La sorpresa di quest’anno è però Milano, che si colloca al secondo posto. Reggio Calabria chiude in ultima posizione.

Nella parte bassa della classifica si trovano infatti una serie di centri del Mezzogiorno: Vibo Valentia è al penultimo gradino, poco distante dalla provincia al di là dello Stretto, Messina (104esima).

La ricerca

I fattori inclusi nella ricerca riguardano sei aree tematiche (Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi/Ambiente/Salute, Popolazione, Ordine pubblico,Tempo libero) per un totale di 36 indicatori con relative classifiche parziali, di tappa e finali.

Le differenze tra Bolzano e Reggio Calabria

Bolzano torna in prima posizione per la quinta volta in 26 anni di ricerca, l’ultima nel 2012. Sono diversi i punti di forza evidenziati dall’indagine del 2015: nelle sezioni «Tenore di vita» e «Affari e lavoro» presenta un tasso di occupazione del 71% contro una media del 56% , con una quota di crediti in sofferenza del 5,7%, meno di un terzo rispetto al valore medio. I consumi risultano di 2.660 euro per famiglia, 700 euro in più della media. Sono buoni anche i risultati nella voce «Popolazione», soprattutto per l’indice di vecchiaia e la speranza di vita. Nella categoria «Tempo libero» è prima per presenze agli spettacoli e nella top ten per sport e spesa dei turisti stranieri.

Reggio Calabria invece ha i piazzamenti peggiori nei primi tre capitoli, «Tenore di vita», «Affari e lavoro» e «Servizi»: gli impieghi a rischio sono il 36%, il patrimonio familiare medio è molto basso (193mila euro contro una media di 345mila), la quota di export sul Pil è meno del 2%e gli asili nido non coprono neanche il 2% dell’utenza. Pessimo anche il voto di Legambiente.

Città del nord e del centro le più alte in classifica

La seconda posizione di Milano (dall’ottava del 2014) è dovuta soprattutto agli indicatori del benessere, dei servizi e le opportunità di svago, mentre non va altrettanto bene per quanto riguarda la sicurezza (un trend che in realtà interessa tutte le più grandi città o quelle ad alta attrazione economica o turistica).

Roma scende al 16° posto e arretra di quattro posizioni rispetto al 2014, in cui era 12°. La top ten è occupata dai centri del Nord e del Centro- con l’aggiunta di Olbia-Tempio- di piccole o medie dimensioni- salvo Milano e Firenze- e spesso situate lungo l’arco alpino, come Bolzano, Trento, Sondrio, Cuneo e Aosta.

Tra le regioni che sono più rappresentate nella classifica ci sono la Lombardia, con Milano e Sondrio, e la Toscana con Firenze che è salita al quarto posto dal 16° del 2014 e Siena stabile al nono. Al nord la provincia con maggiori difficoltà risulta essere Asti (75°), mentre al centro Frosinone (84°).

I primati nelle sei categorie

La ricerca stabilisce un primato anche per ciascuno dei sei capitoli dell`indagine: in «Tenore di vita» è Milano a farla da padrone, mentre in «Affari e lavoro» al top c’è Prato. In «Servizi Ambiente e Salute» il primo posto spetta a Monza e Brianza, nel capitolo demografico svetta Olbia Tempio, in «Ordine pubblico» la più tranquilla è Nuoro. In «Tempo Libero» la prima posizione spetta a Rimini.