Pubblica Amministrazione: oggi il Cdm discute le prime misure per la riforma

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Dalla riforma della giustizia amministrativa agli stipendi dei dirgenti pubblici, passando per i tagli al personale e per l’identità digitale

Con la consueta sicurezza di sé e l’ormai nota leggerezza intrisa di umorismo, ieri sera a Porta a Porta, il Premier Matteo Renzi ha annuncia di voler tener fede alla sua tabella di marcia e di voler procedere quanto prima all’attuazione di un altro, fondamentale, tassello del suo progetto di governo: la riforma della pubblica amministrazione.

Nel Consiglio dei Ministri previsto per oggi pomeriggio alle 16.00, infatti, il Premier insieme al Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Marianna Madia, presenteranno le proposte per svecchiare una macchina burocratica tanto obsoleta quanto costosa. Dalle prime indiscrezioni il pacchetto di riforme elaborate da Madia e dal suo staff dovrebbero toccare molti punti nevralgici della struttura amministrativa del nostro Paese: i dirigenti, le loro retribuzioni e la loro inamovibilità; l’efficienza e la produttività del personale come anche alcuni nuovi strumenti per semplificare la fruizione della PA da parte dei cittadini. Al di là di tutti gli interventi e le specifiche misure da attuare, oggi il Consiglio dei Ministri si occuperà di definire il metodo e il merito della riforma mentre spetteranno ad altre, successive, sedute l’approvazione di provvedimenti concreti, molto probabilmente contenuti in un decreto e in un disegno di legge delega.

Il Premier ha comunque preannunciato che si tratterà di misure che faranno sicuramente discutere per la loro innovatività e di un obiettivo, quello della riforma della PA, assunto proprio per la difficoltà della sua realizzazione.

Di certo le novità all’attenzione di Premier e Ministri, riguarderanno i dirigenti pubblici che saranno soggetti a una maggiore mobilità e che potranno essere anche licenziati. Si studiano misure per introdurre il ruolo unico e eliminare, quindi, la distinzione tra prima e seconda fascia, facendo così scomparire la categoria dei dirigenti assunti dai singoli ministeri. Anche per gli stipendi dei dirigenti, oltre al famoso tetto di 240.000 euro, dovrebbe essere messo in campo un sistema premiante attraverso il quale il compenso sarebbe commisurato al raggiungimento di determinati obiettivi. Sempre riguardo ai dirigenti, si studia anche una riforma del sistema concorsuale e delle scuole di Formazione.

Per quanto riguarda i dipendenti il Premier ha evitato di parlare di esuberi sebbene, l’abbia fatto precedentemente il commissario alla spending rewiew Cottarelli che ha stimato 85.000 unità di troppo nella macchina amministrativa. Non sono quindi da escludere misure che favoriranno lo snellimento del personale come i prepensionamenti e l’esonero dal servizio.

Per i cittadini, infine, si pensa a un’identità digitale in grado di semplificare l’accesso ai servizi. Secondo le previsioni di Renzi potrebbe essere assegnato a ogni italiano un codice Pin con cui diverrebbe possibile ottenere certificati e pagare bollette via web.