Processo civile telematico: in vigore l’obbligo di deposito online. Ecco di cosa si tratta e come cambiano i processi

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Parte il processo civile telematico: deposito digitale delle nuove cause e dal 31 dicembre anche di quelle in corso. Ecco di cosa si tratta

E’ entrato in vigore l’obbligo di depositare presso il tribunale atti processuali e documenti esclusivamente per via telematica. L’obbligo per il momento riguarda soltanto la cause nuove; per i procedimenti già in corso infatti il deposito obbligatorio telematico scatterà dal 31 dicembre 2014, salvo diverse indicazioni del ministero della Giustizia.

Ecco una breve guida per capire come cambia la giustizia italiana.

Processi interessati
L’obbligo di deposito online dei documenti è valido per tutte le causa intentate dal 30 giugno. Per le cause già in corso, il deposito telematico è, al momento, soltanto facoltativo. Ma il canale online diventerà obbligatorio per tutte le cause dal 31 dicembre 2014. Da precisare che nei procedimenti d’ingiunzione la fase monitoria è diventata obbligatoriamente online dal 30 giugno, senza distinzione tra cause nuove e già in corso.

Il processo civile telematico, che obbliga il deposito online dei documenti, riguarda i processi civili e i contenziosi di fronte al tribunale. Per il momento i processi di fronte alla Corte d’appello sono esclusi dall’obbligo telematico che scatterà il 30 giugno 2015.

Soggetti coinvolti
L’obbligo di deposito online interessa:

  • avvocati,
  • magistrati per i decreti ingiuntivi,
  • soggetti nominati o delegati dall’autorità giudiziaria,
  • consulenti tecnici, d’ufficio o di parte.

Nelle procedure consensuali l’obbligo di deposito telematico riguarda anche:

  • curatori,
  • commissari giudiziari,
  • liquidatori,
  • commissari liquidatori e straordinari.

Documenti
I soggetti indicati sopra devono depositarie telematicamente tutti gli atti e documenti «endoprocessuali». Restano quindi esclusi l’atto di citazione, il ricorso introduttivo del giudizio e la comparsa di costituzione. Rientrano invece nell’obbligo le memorie integrative o autorizzate e quelle indicate dall’articolo 183, comma 6 del codice di procedura civile.

Istruzioni tecniche
Chiariti soggetti coinvolti e ambiti di applicazione possono essere utili alcune informazioni pratica. Per prima cosa gli avvocati alle prese con il processo civile telematico devono procurarsi un indirizzo di Pec, ovvero posta elettronica certificata. E’ tramite la Pec infatti, che l’avvocato può trasmettere i documenti alla piattaforma digitale del processo civile telematico.

Inoltre è necessario un dispositivo per la firma digitale degli atti e documenti da depositare; un computer con programmi di scrittura documenti che, per essere trasmessi al tribunale, devono essere convertiti nel formato PDF; e uno scanner.

Per maggior informazioni sul processo civile telematico si rimanda al sito del Ministero della Giustizia.