Pos: domani scatta l’obbligo per commercianti e professionisti. Ecco le ultime precisazioni del Mef

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Pos: domani scatta l'obbligo per commercianti e professionisti. Ecco le ultime precisazioni del Mef

Domani, 30 giugno, scatta l’obbligo per commercianti e professionisti di accettare pagamenti con carta di credito. Ecco le precisazioni del Mef su sanzioni e costi del Pos

Domani, lunedì 30 giugno, scatta l’obbligo di accettare pagamenti con carte di credito. L’obbligo interessa commercianti e professionisti e riguarda i pagamenti sopra i 30 euro.

L’introduzione del Pos, slittata di sei mesi dal 31 dicembre scorso al 30 giugno, ha portato con sé non poche polemiche circa le onerose commissioni a carico dei professionisti e commercianti che accettano pagamenti con il Pos. Dopo polemiche, ricorsi e discussioni sul tema, il Mef ha precisato che per il momento non sono state decise sanzioni per coloro che non si mettono in regola al 30 giugno, della serie: ti obbligo, ma se non lo fai non ti punisco.

30 giugno scatta l’obbligo. Per chi?
Domani entra ufficialmente in vigore la norma secondo la quale imprese e lavoratori autonomi sono tenuti ad accettare i pagamenti superiori ai 30 euro anche attraverso le carte di debito. Secondo il decreto legge del 2012 e poi il decreto ministeriale del 24-1-2014 a partire dal 30 giugno determinate categorie di lavoratori sono obbligate ad avere nel proprio esercizio un Pos. L’obbligo interessa commercianti e professionisti abbracciando una vasta platea di lavoratori: dai dentisti, all’idraulico, dalla parrucchiera al notaio, ma anche falegnami, avvocati e tutti coloro che possiedono un negozio di qualunque genere.

Le polemiche: troppe spese, un regalo alle banche?
Appena è stata approvata la norma che obbliga l’utilizzo del Pos per professionisti e commercianti, le associazioni di categoria sono scese sul piede di guerra. La critica si basa soprattutto sul costo oneroso a carico dei lavoratori (a fronte di importi non elevati) tanto da far sembrare questo provvedimento l’ennesimo regalo alle banche che incassano ricche commissioni.

Secondo l’ufficio studi CGIA di Mestre infatti, mediamente le spese di attivazione del pos per i pagamenti elettronici sono di 115 euro, la commissione su ogni operazione è del 2,19% e la commissione mensile per l’utilizzo del pos parte da 24 euro ma può arrivare anche a 35 euro. Indicativamente si stima che un’attività che fattura circa 100mila euro l’anno può arrivare a pagare più di 1.200 euro in dodici mesi.

Sanzioni si, sanzioni no
Diversamente da quanto inizialmente annunciato, l’obbligo di utilizzo del Pos non porta con sé sanzioni per coloro che non si adeguano. Il Mef ha fornito precisazioni a riguardo nell’ambito di un’interrogazione parlamentare sul tema del Pos obbligatorio. La risposta del Mef recita: «non risulta associata alcuna sanzione a carico dei professionisti che non dovessero predisporre della necessaria strumentazione a garanzia dei pagamenti effettuabili con moneta elettronica». Tale precisazione sembra quindi andare incontro alle associazioni di commercianti e professionisti che negli ultimi mesi si sono opposti al decreto per il Pos obbligatorio.

Il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti ha così commentato: «la sanzione non c’è, la norma avvia un percorso riconoscendo un diritto al consumatore, ma non possiamo scaricare interamente il costo di questo diritto sulle piccole imprese. Il ministero dello Sviluppo economico avvierà un tavolo con le associazioni bancarie per individuare convenzioni che minimizzino l’onere, e in seguito a ciò si potrà integrare il testo specificando la sanzione».

Occhio alle novità
Domani quindi scatta l’obbligo di accettare pagamenti sopra i 30 euro con carta di credito, ma per coloro che non hanno dotato il proprio esercizio di Pos non sono previste sanzioni, per il momento. Se il governo dovesse trovare un accordo con le banche per abbassare i costi di attivazione e di commissione è probabile che si introducano sanzioni per coloro che continuano a non rispettare l’obbligo di utilizzo del Pos.

Per commercianti e professionisti si consiglia quindi di tenersi informati sulla questione evitando così di incorrere in sanzioni, se mai ci saranno.

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