Più italiani all’estero che immigrati in Italia. Qualcuno informi Salvini

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Dalle anticipazioni del rapporto Idos 2015 emerge che gli italiani residenti all’estero sono aumentati di più che gli immigrati residenti in Italia. Smentiti ancora una volta i movimenti populisti

Nell’ultimo anno sono più gli italiani che hanno trasferito la propria residenza all’estero piuttosto che immigrati che hanno trasferito la loro in Italia. Il dato è stato reso noto dalle anticipazioni del rapporto 2015 dell’Idos, centro studi specializzato in ricerche statistiche sull’immigrazione.

I numeri del rapporto Idos 2015

Tre numeri del rapporto sono particolarmente significativi:

  • gli italiani che nel 2014 hanno trasferito la propria residenza all’estero sono stati 154 mila;
  • gli immigrati che hanno trasferito la propria residenza in Italia sono stati 92 mila;
  • gli italiani che hanno deciso di cancellarsi dal proprio Comune di residenza per trasferirsi all’estero sono stati 89 mila, in aumento rispetto agli anni precedenti.

Questi numeri ovviamente vanno interpretati. Lo stesso rapporto Idos precisa che le cause di questo trend sono diverse ed in continua evoluzione. Impressiona però come i numeri raccontino una realtà diversa rispetto alla mistificazione messa in atto dai movimenti populisti, tra cui spicca la Lega di Salvini.

Il significato politico di questi numeri

Oggi sulla pagina facebook del leader della Lega Matteo Salvini, protagonista assoluto delle ultime elezioni amministrative, si può leggere questa chicca di cultura politica:

“La Prefettura di Bergamo sta cercando delle CASE SFITTE per mandarci degli immigrati, pagando 35 euro al giorno.
La Prefettura di Bergamo dovrebbe essere chiusa: RUSPA!”

I commenti, per buona parte, sono assolutamente allineati: razzisti, intolleranti e xenofobi.
Quando poi si leggono le statistiche ufficiali sorge spontanea la domanda: ma questi movimenti populisti come fanno a mistificare in questo modo la realtà?

Intendiamoci, la questione immigrazione è seria e va affrontata con grande coraggio, a differenza di quanto fatto a Roma e Milano nelle scorse settimane. E’ evidente però che occorre raccontare la verità. Innanzitutto sfatando tre assurdi tabù leghisti:

  • qui in Italia siamo pieni, non c’è più spazio per altra gente;
  • lo Stato aiuta solo gli immigrati (regolari o irregolari che siano);
  • l’economia del Paese è danneggiata dalla concorrenza sul lavoro sleale degli immigrati.

Primo tabù da sfatare: in Italia siamo in troppi, non c’è più spazio per altre persone

Partendo dal presupposto che un’affermazione di questo tipo nel 2015 dovrebbe far sorridere, riprendiamo i numeri della ricerca Idos. Gli italiani che nel 2014 hanno trasferito la loro residenza all’estero sono in numero maggiore rispetto agli immigrati che hanno trasferito la loro residenza in Italia. Non è sufficiente? Allora si consideri che complessivamente gli italiani che risiedono all’estero sono 4.637.000 contro i 5.000.000 di immigrati residenti in Italia.

Secondo tabù da sfatare: lo Stato aiuta solo gli immigrati

Spesso chi segue la politica italiana ha sentito la seguente frase: «questo Stato aiuta solo gli immigrati e si dimentica degli italiani». Ciò ovviamente non è vero. Ma per chi non fosse convinto provo a dare due spunti di pensiero:

  • se un immigrato è regolare (cittadinanza, residenza, contratto di lavoro, tasse e contributi) non c’è nessuna norma e/o altro strumento che possa dargli più diritti degli altri cittadini italiani. Se per avere un alloggio sono previsti determinati requisiti, chi li possiede ha diritto ad ottenerlo, a prescindere dal fatto che sia nato in Italia o all’estero;
  • se un immigrato è irregolare (nel 2014 ne sono arrivati 170 mila, in gran parte fuggitivi di guerra) non è solo l’Italia che paga ma tutta la comunità internazionale. Il contribuente italiano «paga» l’accoglienza del profugo quanto fa il contribuente tedesco o francese. Forse è banale dirlo ma ci si dovrebbe sentire fortunati a nascere negli anni 2000 in Stati senza guerre e fame: è quindi un dovere aiutare e accogliere chi non ha la stessa fortuna.

Terzo tabù da sfatare: l’economia italiana è danneggiata dagli immigrati

L’economia italiana è stata fortemente aiutata dagli immigrati in questi ultimi anni. Le ultime rilevazioni statistiche, vedi un interessante studio della fondazione Leone Moressa del 2013, mettono in evidenza due dati che non hanno bisogno di commenti:

  • lo Stato italiano spende mediamente circa 13 miliardi all’anno per gli immigrati (servizi sanitari, sociali, residenziali, ecc,), pari a circa l’1,57% degli 800 miliardi di spesa pubblica annuale complessiva;
  • lo Stato italiano incassa ogni anno circa 16,5 miliardi di euro tra imposte, tasse e contributi pagati da immigrati.

Il saldo è quindi positivo per circa 3,5 miliardi di euro che contribuiscono a far crescere l’economia italiana.

Lo scontro Salvini-Venditti a Ballarò

Ecco perché qualche settimana fa, guardando la trasmissione Ballarò su Rai3, ho applaudito la reazione di Antonello Venditti all’intervento di Salvini. Se, come i sondaggi lasciano in parte presagire, il suo partito dovesse tornare al Governo del Paese nonostante i diamanti, la Tanzania, le lauree in Albania, ecc., il dato degli italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero aumenterà ancora di più.

Ecco il video dello scontro Salvini-Venditti a Ballarò: