Piccole Imprese: arriva il decreto taglia bollette per risparmiare sull’energia

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Prime misure per favorire la ripresa economica, passando dall’importante comparto delle PMI: arrivano i tagli sui costi di bollette e energia.

Presentato ieri dai titolari dei ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico, Pier Carlo Padoan e Federica Guidi un pacchetto di misure finalizzato a rilanciare la crescita e la competitività delle piccole e medie imprese italiane, attraverso cospicui tagli ai costi di bollette e energia.

Quanto risparmieranno le PMI?
Dalle dichiarazioni fatte poco prima, in conferenza stampa, dal Premier Matteo Renzi, i risparmi per le imprese, su base annua erano stati stimati intorno a 1,5 miliardi di euro, tuttavia, da quanto specificato dai due ministri, durante la presentazione del pacchetto di misure, il solo decreto “tagliabollette”, approntato per un risparmio dei costi dell’energia elettrica, dovrebbe consentire, nel prossimo futuro, risparmi per circa 800 milioni. Il “tagliabollette” è comunque solo la prima di una serie di misure che, insieme ai rispettivi decreti attuativi, quando saranno a pieno regime, dovrebbero condurre a un taglio delle spese delle piccole e medie imprese italiane, stimato intorno al 10%, entro i prossimi 12 mesi e, quindi, raggiungere l’importo indicato dal Presidente del Consiglio.

Le coperture
La logica in base al quale il decreto è stato concepito è quella di togliere a chi ha avuto troppo per restituire a chi ha pagato di più: il decreto, infatti, da cui trarranno beneficio circa 710.000 Pmi che spendono per luce e gas un terzo in più rispetto alle altre piccole e medie imprese dell’eurozona, verrà finanziato riducendo i sussidi assegnati finora a produttori e utilizzatori di energia, diminuendo gli oneri di sistema e riducendo le tariffe, in particolare del gas. Anche gli sconti di cui finora hanno goduto realtà imprenditoriali maggiori, come ad esempio Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), per quel che riguarda l’alta velocità e il trasporto merci, non verranno più applicati.

Altro settore che verrà colpito dalla mannaia del taglio degli incentivi sarà quello del fotovoltaico, soprattutto per quanto riguarda i grandi operatori ai quali sono stati finora erogati 6 miliardi di euro ogni anno. Ai gestori e ai proprietari di impianti da più di 200 kw verrà richiesto di optare tra un incentivo minore spalmato però su un numero di anni maggiore rispetto quello attuale (da 20 a 24) e la decurtazione netta del sussidio stesso.
Il settore del fotovoltaico non sarà però, nel complesso, penalizzato da questa misura dal momento che saranno solo 8.600 su 200.000 i produttori colpiti, un numero irrisorio che costituisce il 4% del totale dei produttori di energia pulita, pur percependo il 60% degli incentivi.

Incentivi per la crescita
Il taglio delle bollette è solo una parte, seppur consistente, di un pacchetto più ampio di misure, stimato intorno ai 3 miliardi di euro, che dovrebbe favorire gli investimenti delle imprese e accelerare la ripresa economica nell’immediato futuro.
Tra i nuovi incentivi previsti, sarà introdotto un credito di imposta pari al 15% delle somme spese per nuovi macchinari e nuove attrezzature, fino al 30 Giugno 2015; questa misura sarà, però utilizzabile solo dal 2016.
Anche la quotazione in borsa e gli aumenti di capitale saranno favoriti attraverso specifiche agevolazioni fiscali: le imprese che si quotano, infatti, potranno dedurre dall’imponibile Ires, una cifra pari al 40% del nuovo capitale, per tre anni.
Il capitale sociale minimo delle società per azioni scende da 120.000 euro a 50.000 e sono state previste anche forme alternative di accesso al credito: le compagnie assicurative e le società di cartolarizzazione potranno concedere credito diretto.