L’ultima seduta di maggio si è chiusa con un profondo rosso per le borse europee, che però da inizio anno mostrano sempre lauti guadagni grazie al QE della BCE
La borsa di Milano ha chiuso la seduta di ieri con una flessione dell’1,05%, ma è comunque riuscita a mantenere una performance positiva a maggio nonostante l’incertezza che ruota attorno alla situazione finanziaria della Grecia. A Piazza Affari l’indice azionario FTSE MIB40 ha registrato una variazione mensile dell’1,95%, chiudendo appena sotto i 23.500 punti. L’azionario italiano è risultato il migliore in Europa, visto che le altre piazze finanziarie continentali hanno registrato mediamente performance negative.
Milano ha fatto meglio dell’indice generale EuroStoxx50, ma anche della borsa di Francoforte e di Madrid, che ha pagato sul finire del mese la vittoria alle elezioni del partito di estrema sinistra Podemos. L’indice Ibex-35 ha chiuso il mese di maggio con una performance negativa vicina all’1,5%. Da qualche seduta le borse europee hanno mostrato grosse difficoltà, a causa dei timori di un default della Grecia nel caso in cui Atene non dovesse essere in grado di ripagare i propri debiti.
Gli investitori temono soprattutto una eventuale uscita della Grecia dall’euro, potenzialmente in grado di provocare un effetto contagio agli altri paesi europei maggiormente indebitati. Lo stesso Mario Draghi, numero uno della BCE, si è detto preoccupato per la situazione di Atene, affermando che così l’euro rischia di non essere più irreversibile. Ad ogni modo Christine Lagarde, direttore generale del FMI (uno dei principali creditori della Grecia), ha sottolineato che una Grexit è al momento un’ipotesi “molto improbabile”.
Le borse europee si prendono, dunque, una pausa, ma restano forti di guadagni notevoli da inizio anno, favoriti dal lancio del programma di quantitative easing della BCE. Piazza Affari mostra una performance del 23,5%, seguita dalla borsa di Parigi (+17,2%) e da quella di Francoforte (+16,4%). L’indice di borsa di Madrid, invece, guadagna il 9,15%. Sul fronte del reddito fisso, ieri lo spread Btp-Bund ha chiuso a 136 punti base, quello tra Bonos e Bund a 135 punti. In pratica il rendimento dei titoli di stato dell’Eurozona è nuovamente sui livelli precedenti al lancio del QE della BCE.
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