Pensione quota 100 o di vecchiaia: quale conviene di più a parità di età?

Pensione con quota 100 con 38 anni di contributi o meglio la pensione di vecchiaia? Quale conviene maggiormente dal punto di vista economico?

Pensione quota 100 o di vecchiaia: quale conviene di più a parità di età?

Molto spesso non si riesce a comprendere quali possano essere i trattamenti economici spettanti con una misura previdenziale o con un’altra e ci si inizia a domandare se scegliendo la quota 100, rispetto al trattamento di vecchiaia, possa esse maggiormente conveniente a livello economico.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Gentile redazione Money,
sono un dipendente privato che il 20 febbraio 2021 compie il 67° anno di età utile al pensionamento di vecchiaia con 37 anni e 9 mesi di contributi (calcolo sistema misto).
Considerato che, prolungando il mio rapporto di lavoro per altri tre mesi(sino al 31 maggio 2021) , raggiungo anche i 38 anni di contributi per poter usufruire della pensione Quota 100, sarei grato di sapere quale sia la soluzione di pensionamento più economicamente vantaggiosa da richiedere all’Inps.
In attesa di riscontro alla presente, si ringrazia per la gentile attenzione .”

Pensione quota 100 o di vecchiaia?

Accedere al pensionamento al compimento dei 67 anni con la pensione di vecchiaia o accedervi alla maturazione dei 38 anni di contributi con qualche mese di ritardo, non comporta chissà quali cambiamenti sull’importo dell’assegno previdenziale.

Deve tenere conto, però, che in ogni caso raggiungendo i requisiti per accedere alla quota 100 a maggio 2021, la decorrenza della pensione viene raggiunta solo a partire dal 1 settembre dello stesso anno poichè deve considerare che per accedere a questa misura è necessario, per il dipendente del settore privato, attendere una finestra di 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti.

In entrambi i casi la pensione spettante viene calcolata con sistema misto sui reali contributi versati, il coefficiente di trasformazione applicato sarebbe lo stesso (accedendo in entrambi i casi a 67 anni) e l’unica differenza sarebbe rappresentata dai 6 mesi di contributi in più che verserebbe per attendere la decorrenza della quota 100 che influiranno in maniera davvero limitata sull’importo dell’assegno.

A mio avviso la cosa migliore da fare, non permettendo la quota 100 alcun anticipo, è di accedere alla quiescenza con la misura di vecchiaia con decorrenza della pensione dal 1 marzo non essendoci sull’assegno grandi variazioni economiche.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Argomenti:

Pensione Quota 100

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