Pensione quota 100 o anticipata ordinaria: cosa conviene maggiormente?

Lorenzo Rubini

05/02/2021

05/02/2021 - 11:36

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Pensione quota 100 o anticipata ordinaria: cosa conviene maggiormente?

Per chi è prossimo alla quiescenza il dubbio di scegliere una misura previdenziale meno conveniente, molto, spesso è altissimo. La paura di incorrere in penalizzazioni, infatti, molto spesso frena nella scelta.

In questo articolo cercheremo di sciogliere i dubbi di alcuni lettori di Money.it che ci hanno scritto per avere chiarimenti.

Pensione quota 100 o anticipata?

  • “Consiglio sul mio caso, 42 anni di servizio compiuti a ottobre, compio 62 anni il 21 marzo 2022, cosa mi consigliate andare con quota 100 oppure con 42 e dieci mesi che poi ci sono altri tre mesi di finestra, dimenticavo lavoro nel ministero difesa impiegato civile. Grazie ”

Compiendo i 62 anni solo nel 2022, purtroppo, la scelta della quota 100 non rientra tra le sue opzioni visto che la misura richiede che il requisito contributivo e quello anagrafico di accesso siano raggiunti entro il 31 dicembre 2021.

Nel suo caso, però, cambia poco visto che è vicinissimo al raggiungimento del requisito contributivo per accedere alla pensione anticipata che centrerebbe, comprendendo anche la finestra di 3 mesi (per la quota 100, se fosse stata in vigore anche nel 2022, le sarebbe stata richiesta una finestra di 6 mesi, essendo un dipendente pubblico, che avrebbe portato il diritto al 1 ottobre 2022), il 1 dicembre 2022.

  • “E’ più conveniente per me accedere alla pensione con la quota 100 o a quella anticipata visto che sono donna, lavoro nella amministrazione pubblica e maturo 42 anni di contributi il 31 agosto 2022. Ad agosto compio anche 62 anni”.

Nel suo caso avrebbe diritto all’accesso sia alla quota 100 che alla pensione anticipata ordinaria. Lavorando nel pubblico impiego, però, la quota 100 le richiederebbe una finestra di attesa di 6 mesi dal raggiungimento dei requisiti, mentre raggiungerebbe il requisito contributivo dell’anticipata ordinaria già a giugno che, pur applicando la finestra di attesa di 3 mesi, porterebbe il diritto alla decorrenza già dal 1 ottobre 2021.

A livello temporale, quindi, le conviene maggiormente accedere con l’anticipata ordinaria mentre a livello economico non cambia praticamente nulla poiché gli assegni sarebbero calcolati indicativamente sullo stesso montante contributivo.

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