Pensione quota 100 con sconto invalidi: come influisce?

Lorenzo Rubini

24 Marzo 2021 - 13:39

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Anche per la quota 100 può essere utilizzata la maggiorazione contributiva invalidi, ma bisogna chiarire come funziona.

Pensione quota 100 con sconto invalidi: come influisce?

Agli invalidi con percentuale certificata superiore al 74% è riconosciuta una maggiorazione contributiva pari a 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno effettivamente lavoratori con i requisiti sanitari richiesti. Ma come funziona la maggiorazione in questione?

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno,il 19 Dicembre 21(compio 62 anni e 40 anni di contributi) raggiungo i requisiti per quota 100. Dovrei andare in pensione con la finestra il 20 Marzo 22. Avendo un invalidità riconosciuta al 75 /100 dal 09 Settembre 2019 posso usufruire dei 2 mesi di anticipo per la pensione per ogni anno di invalidità riconosciuta superiore al 74/100? O per Quota 100 non vale. Grazie”

Quota 100 con maggiorazione contributiva invalidi

La maggiorazione contributiva non è un vero e proprio sconto sulla pensione e permette di anticiparla solo per quel che riguarda il requisito contributivo. Vediamo di capire come funziona.

Al lavoratore con invalidità superiore al 74% vengono riconosciuti 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno che ha lavorato con la disabilità predetta. Il beneficio, quindi, non riduce l’età anagrafica di accesso alla pensione ma i contributi richiesti per il diritto.

Nel suo caso specifico la maggiorazione contributiva in questione, calcolata sugli anni 2019 e 2020, quindi, non le permetterebbe di accedere alla pensione 4 mesi prima perché il requisito che le manca da raggiungere è quello dei 62 anni che, in ogni caso compie a dicembre 2021. Ma fruendo della maggiorazione in questione potrebbe accedere alla pensione, sempre da marzo 2022 ma con 4 o 6 mesi (se si considera anche il 2021) di contributi in più calcolati anche per l’assegno previdenziale.

Discorso diverso sarebbe stato se, pur avendo compiuto i 62 anni non avesse ancora raggiunto i 38 anni di contributi: in questo caso il beneficio le avrebbe permesso di anticipare i tempi di pensionamento permettendole di arrivare prima ai 38 anni di contribuzione necessaria.

Per rispondere alla sua domanda, quindi, certamente può usufruire della maggiorazione contributiva di 2 mesi per ogni anno visto che è un suo diritto, ma anche fruendone non cambia la decorrenza della sua pensione.

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