Pensione quota 100 con riscatto: conviene congelare i requisiti?

Lorenzo Rubini

08/03/2021

06/04/2021 - 16:20

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Conviene riscattare gli anni di studio per congelare i requisiti per accedere alla quota 100?

Pensione quota 100 con riscatto: conviene congelare i requisiti?

Per i nati nel 1959 congelare i requisiti per accedere alla pensione con la quota 100 appare determinante, non sapendo cosa accadrà dopo la scadenza della misura e se sarà introdotta una nuova flessibilità in uscita che dia un’alternativa alla legge Fornero.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Salve, vi seguo sempre e vorrei chiedervi, cortesemente, un consiglio.
Premesso che sono nato nel 1959 e quindi avrò il requisito anagrafico per la pensione per quota 100.
Ho, però, 36 anni di contributi al 31 dicembre c.a. nel settore del pubblico impiego, e, pertanto, ho già fatto regolare richiesta di riscatto, di titoli di studio, per i due anni mancanti avendone la possibilità.
Ora sono in attesa di una risposta per conoscere la somma da pagare per il riscatto che, in ogni modo, sarà conteggiato come retributivo per la pensione.

Considerato che, riscattando gli anni mancanti, io acquisirei il diritto di pensione con quota 100 e che tale diritto, anche rimanendo in servizio, rimane «congelato», domando se conviene riscattare i due anni mancanti oppure, semplicemente, rinunciare e rimanere al lavoro, maturando ulteriormente la pensione in base agli anni di servizio per i contributi versati con gli fino a 67 anni, oppure se sia meglio praticare entrambe le opzioni, ovvero riscattare i due anni suddetti e poi maturare ulteriori benefici restando al lavoro fino a 67 anni con la possibilità di uscire in ogni momento con un preavviso di sei mesi?
Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti”.

Quota 100 con riscatto

Raggiungere i 38 anni di contributi entro la fine del 2021 rappresenta per i nati nel 1959 l’ultima possibilità per poter fruire della quota 100. Una sorta di assicurazione per assicurarsi la possibilità di pensionamento anche negli anni successivi nel caso non si voglia o non si riesca ad attendere il compimento dei 67 anni.

Sicuramente è un onere che conviene maggiormente affrontare a chi ha una situazione lavorativa instabile (pensiamo ai lavoratori delle aziende private in crisi, ad esempio, o ai lavoratori che stanno fruendo di indennità di disoccupazione che hanno poche prospettive lavorative per il futuro).

Nel suo caso specifico, in ogni caso, il riscatto dei due anni di studio le consente di avere una sorta di paracadute nel caso abbia voglia di lasciare il lavoro prima del raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia ma deve considerare anche che essendo un dipendente pubblico il suo lavoro non è certo a rischio.

Se, in ogni caso, la sua prospettiva è quella di restare al lavoro fino a 67 anni, valuti attentamente se riscattare o meno i due anni in questione visto che, ricadendo gli stessi nel sistema retributivo, l’onere potrebbe essere anche abbastanza elevato. Se utilizzato solo al fine di aumentare l’importo dell’assegno, infatti, il riscatto dei contributi non risulta essere conveniente visto che aumenta la cifra spettante mensilmente di poco e per ammortizzare l’onere sostenuto occorrono decenni.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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