Obbligo green pass al lavoro slitta al 30 ottobre? La richiesta dei portuali

Giorgia Bonamoneta

14/10/2021

14/10/2021 - 19:33

condividi

La proposta dei portuali di Trieste per lo sblocco del 15 ottobre: l’obbligo del green pass esteso dovrebbe slittare al 30 ottobre. Intanto il Governo pensa ai tamponi.

Obbligo green pass al lavoro slitta al 30 ottobre? La richiesta dei portuali

Si susseguono a ritmo incalzante le notizie in merito allo sciopero e alle proteste previste alla vigilia del 15 ottobre, data nella quale entrerà in vigore l’estensione dell’obbligo di green pass per tutte le categorie di lavoratori.

In particolare la tensione tra Governo e portuali di Trieste ha generato un serrato botta e risposta. Dai portuali è arrivata la proposta di ripensamento dello sciopero, ma solo se l’estensione del green pass slitta di 15 giorni al 30 ottobre.

Il Governo, dopo un incontro con i sindacati, risponde di “no”. Nessun slittamento, ma per calmierare la situazione venutasi a creare si pensa a un abbassamento dei costi del tampone. I portuali però hanno dichiarato che sciopereranno in ogni caso e dall’altra parte le categorie dei farmacisti sono già sotto pressione, con lunghe file per effettuare il tampone in giornata e nella prima mattina di domani.

Proposta: stop allo sciopero se obbligo green pass slitta al 30 ottobre

I portuali di Trieste sono pronti a proseguire con le loro iniziali intenzioni: domani 15 ottobre il porto sarà bloccato. Uno spiraglio di apertura è arrivato però proprio dal componente del direttivo del Coordinamento lavoratori portuali di Trieste.

Siamo determinati sulle nostre posizioni - ha detto Alessandro Volk- ma siamo sempre disponibili a discutere con chiunque”. La proposta era di non bloccare il porto domani, 15 ottobre, se il Governo fosse stato disposto a far slittare l’inizio dell’estensione dell’obbligo del green pass almeno al 30 ottobre. Sarebbe stata, ha aggiunto Volk, “una mossa intelligente per prendere un po’ di tempo e trovare poi una soluzione”.

Proposta slittamento al 30 ottobre, il Governo dice no

Il Governo ha già risposto alla proposta di slittamento con un “no”, mentre sulla proposta di tamponi pagati dalle aziende o su un prezzo calmierato valuterà nel corso del Consiglio dei ministri previsti per domani.

Pierpaolo Bombardieri, Segretario Generale della UIL, ha confermato che, insieme ai leader delle altre sigle, ha proposto di trovare una soluzione per diminuire i costi a carico delle aziende. “È un costo sulla sicurezza che non va a carico dei lavoratori”, ha detto dopo l’incontro di oggi a Palazzo Chigi.

La risposta dei portuali di Trieste al no slittamento

La tensione è sempre più alta, soprattutto dopo che losciopero dei portuali di Trieste è stato definito illegittimo. L’opinione pubblica, dal quadro che emerge, è spaccata in due (non con percentuali equilibrate).

Da una parte si trovano i vaccinati e non vaccinati contro il green pass, che si schierano dalla parte dei portuali; dall’altra chi parla di “ricatto” o mette a paragone la proposta di slittamento dell’estensione del green pass alle cartelle stracciate di chi non paga le tasse.

Il clima che si respira è di forte tensione, non solo per il porto di Trieste, ma anche per la categoria dei trasporti a rischio. Da parte loro i portuali hanno risposto al “no” del Governo allo slittamento con una ferma posizione per il giorno di domani, 15 ottobre. Tirano dritti entrambi, Governo e portuali scioperanti.

Sulla proposta di tamponi gratuiti, pagati dalle aziende (solo alcune si sono dette disponibili) o calmierati sempre Alessandro Volk ha risposto:

Perché solo ai lavoratori portuali? Gli altri lavoratori valgono di meno? In ogni caso verrebbe pagato solo da alcune aziende, altre non pagherebbero. Quindi è una situazione fuori da qualsiasi norma. Si crea discriminazione nella discriminazione: tutti i lavoratori devono avere lo stesso tipo di trattamento.

Ecco perché, conclude che “la cosa più semplice e intelligente è ritirare questo decreto”.

Iscriviti a Money.it