Nuova bolletta Telecom per telefono fisso: l’Agcom rileva condizioni contrattuali poco chiare

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Il passaggio alla nuova bolletta Telecom che avverrà dal prossimo 1 Maggio, per i clienti che dispongono di un telefono fisso è stato caratterizzato, secondo l’Agcom, da un’informazione parziale e dalla scarsa tutela dei contribuenti.

Dal prossimo 1 Maggio molti clienti Telecom che titolari di un telefono fisso saranno interessati dalla nuova bolletta che prevede molteplici novità, dal cambio tariffario all’abolizione del canone, fino alla fatturazione mensile.

Quella della nuova bolletta Telecom per telefoni fissi è una rivoluzione che interesserà circa 5,2 milioni di utenti italiani che sono ancora titolari di un telefono da rete fissa e che prevederà il passaggio a un nuovo piano tariffario.

La nuova bolletta Telecom
In altri termini termini, Telecom ha messo in atto, negli scorsi mesi, uno spostamento della propria clientela residenziale di rete fissa, a un nuovo piano tariffario, in partenza dal prossimo 1 Maggio, che prevede, oltre all’abolizione del canone, i seguenti scaglioni:

  • offerta «Voce» con costo di 19 euro al mese;
  • offerta «Tutto Voce», con costo di 29 euro al mese e chiamate illimitate verso fissi e mobili;
  • offerta «Tutto» da 44,90 euro al mese che aggiunge alle chiamate illimitate verso telefoni fissi e mobili, anche l’Adsl illimitata fino a 7 Mega;

Il provvedimento Agcom e i pericoli per gli utenti
Nel Consiglio dello scorso 20 Aprile l’Agcom (autorità garante per le comunicazioni) ha emanato un provvedimento di diffida nei confronti di Telecom proprio per questo nuovo piano tariffario, di prossima attuazione, per il quale è stata prevista una scarsa informazione e non è stato sufficientemente tutelato il diritto di scelta, per i clienti che usano il servizio di rete fissa.
Come si legge nella nota diffusa dall’Agcom

«A seguito delle attività di verifica della manovra proposta da Telecom Italia svolte in questi mesi, l’Autorità ha riscontrato alcune criticità in relazione a due profili di tutela previsti dalla normativa: l’esaustiva e trasparente informazione resa alla clientela, anche al fine di garantire un corretto esercizio del diritto di recesso; la tutela del diritto di scelta per gli utenti che utilizzano il cosiddetto Servizio universale, in sostanza quei clienti che hanno attivo il servizio di connessione alla rete di comunicazione pubblica in postazione fissa (accesso alla linea rtg) e che non hanno attivato in passato offerte tariffarie aggiuntive rispetto a tale servizio»

In altri termini il nuovo piano tariffario di Telecom avrebbe dimostrato di avere due punti troppo deboli e troppo pericolosi per gli utenti:

  • a seguito della scarsa informazione messa in campo per pubblicizzare e spiegare il nuovo piano tariffario, gli utenti Telecom non sarebbero stati informati adeguatamente riguardo alle nuove condizioni contrattuali ed economiche e non sarebbe stata chiarita la possibilità, da essi esercitabile, di esercitare il diritto di recesso;
  • la scarsa informazione che ha caratterizzato il nuovo piano tariffario avrebbe anche compromesso il diritto di scelta esercitabile dagli utenti che sono soggetti al rischio di essere sottoposti a un nuovo piano tariffario che, almeno in alcuni casi, sarebbe caratterizzato da condizioni peggiori rispetto al vecchio;

In particolare la nota di Agcom ha puntato il dito sul caso di quei clienti dal cosiddetto «servizio universale», ossia dalla semplice connessione alla linea Rtg, passerebbero all’offerta «Tutto Voce».
In questo caso la nota diramata da Agcom spiega che

«la tutela di quei consumatori (...) ha portato l’autorità ha rilevare l’assenza di un espresso consenso da parte del consumatore, elemento ritenuto critico anche per gli effetti sui livelli di spesa mensile derivanti dal passaggio ad un servizio ulteriore rispetto al servizio base di collegamento alla rete»

In definitiva, senza un esplicito consenso fornito dal cliente al passaggio al nuovo piano tariffario, si potrebbero di fatto configurare situazioni in cui avverrà una maggiorazione dei costi, rispetto a quelli sostenuti per il servizio base.