Niki Lauda, il patrimonio dell’eroe di Formula 1

Un campione ricco di talento e non solo. Ecco il suo patrimonio tra ruoli nel motorsport e compagnie aeree.

Niki Lauda, il patrimonio dell'eroe di Formula 1

Il mondo del motorsport è in lutto per la morte di Niki Lauda, il pilota austriaco tre volte campione del mondo di Formula 1. Non usiamo l’appellativo di ex-pilota, perché pensiamo che chi è stato pilota una volta e ai vertici della categoria, possa rimanere per sempre ricordato come tale. Specialmente uno come Niki Lauda, che ha vissuto per le corse anche quando è uscito dalla monoposto definitivamente, rimanendo una personalità di spicco del Circus e talvolta partecipando a competizioni tra vecchi campioni.

L’annuncio della morte è stato dato dai famigliari, che lo hanno comunicato sulle pagine del Sun:

Con profonda tristezza, annunciamo che il nostro amato Niki se ne è andato serenamente circondato dalla famiglia lunedì 20 maggio. I suoi traguardi unici come sportivo e imprenditore non saranno dimenticati, come il suo indomabile entusiasmo per l’azione, la sua forza e il suo coraggio. Un modello e un punto di riferimento per tutti noi, è stato un marito amorevole e premuroso, padre e nonno lontano dai riflettori e ci mancherà.

Alle parole della famiglia fanno seguito quelle dell’intero mondo del motorsport e non solo, da piloti e colleghi di oggi e di ieri perché Niki Lauda è stato non solo uno dei più grandi piloti di Formula 1 di tutti i tempi, ma anche una personalità molto complessa ma anche molto amata.

Il suo grande spirito di iniziativa non si è mai fermato al motorsport, per cui ha sempre rivestito ruoli importanti, ma gli ha consentito di raggiungere importanti traguardi anche con le compagnie aeree da lui fondate come la Lauda Air e la Niki. Queste attività, insieme ai successi e ai ruoli ricoperti in Formula 1, gli hanno permesso di accumulare un ingente patrimonio.

Il talento vero patrimonio di Niki Lauda

Quella di Niki Lauda in Formula 1 è stata una carriera incredibile per come è iniziata, per come si è consolidata per come è terminata (due volte) per poi riprendere fuori dalle monoposto. La sua aristocratica famiglia ha sempre disapprovato la sua scelta di essere un pilota, e le sue origini benestanti lo hanno avvantaggiato economicamente ma lo hanno sempre messo nel ruolo di chi doveva dimostrare il proprio valore.

Inizialmente nel 1971, ottenne dalla banca un prestito di 30.000 sterline per presentarsi e farsi strada nel mondo della Formula 2, iniziando a correre con la March e per raggiungere la Formula 1. Il Circus è sempre stato un ambiente molto ristretto e mosso dal denaro, e chi aveva solo il talento rischiava spesso di rimanere a piedi. L’ambizione di Lauda lo ha portato a chiedere un altro prestito nel 1973 per assicurarsi un posto alla BRM, accasandosi definitivamente in Formula 1.

Il denaro lo ha aiutato a raggiungere gli obiettivi, ma nulla avrebbe potuto se non fosse stato dotato di un enorme talento nella guida e nella messa a punto dei veicoli. Queste sue qualità gli hanno garantito la stima e la fiducia dei compagni di squadra e di lavoro, come Clay Regazzoni, che quando dalla BRM è tornato alla Ferrari, ha promosso il giovane Lauda a Enzo Ferrari, che subito lo ha voluto a Maranello.

Niki Lauda, tra motorsport e compagnie aeree

Il resto è storia: dopo aver concluso al quarto posto la prima stagione alla Ferrari (1974), l’anno successivo conquista il titolo portando il Campionato costruttori a Maranello dopo 11 anni. A questo punto della carriera il campione austriaco non deve dimostrare più niente a nessuno né come pilota, né come collaudatore: è infatti grazie alla sua capacità tecnica di conoscere i motori che riesce a far rendere la Ferrari competitiva.

L’anno successivo è quello del catastrofico incidente che lo vede protagonista al Nürburgring. Avvolto dalle fiamme fu estratto privo di sensi dalla monoposto con il corpo coperto di ustioni e con i polmoni pieni di fumo tossico. La tenacia del campione non lo ha fermato e dopo sole 6 settimane dall’incidente è tornato in pista, ma perde il mondiale per un soffio. Lo vincerà di nuovo l’anno seguente ancora su Ferrari. L’incidente gli ha causato diversi problemi di salute per tutta la vita, e li ha sempre affrontati con la stessa forza.

Nel 1978 lascia la Ferrari e passa alla Brabham-Alfa Romeo che gli offre uno stipendio di 1 milione di dollari, cifre molto distanti da quelle che guadagnano i campioni del mondo di oggi. L’anno successivo arriva il suo primo addio alle corse e contestualmente fonda la Lauda Air, che ha iniziato le operazioni solo nel 1985 diventando poi una sussidiaria della Austrian Airlines a cui si è fusa ufficialmente nel 2012, ed è stata chiusa nel 2013.

Dal 1982 al 1985, Niki Lauda torna in pista con la McLaren, questa volta con uno stipendio di 3 milioni di dollari. Vince il suo ultimo titolo mondiale nel 1984, per mezzo punto guadagnato sul compagno di squadra Alain Prost. Dopo l’ultimo ritiro definitivo, si dedica a ruoli di consulenza per le scuderie di Formula 1, iniziando proprio dalla Ferrari nel 1993, richiamato dall’amico ora presidente Luca di Montezemolo. Vive l’ascesa di Schumacher al muretto del Cavallino, e a metà del 2001 passa alla Jaguar per ricoprire il ruolo di Team Principal.

Nel 2003 fonda una nuova compagnia aerea, questa volta low-cost, la Niki poi confluita in Air Berlin. Nel 2012 il tre volte campione del mondo passa al team Mercedes, ed è tra i promotori che portano Lewis Hamilton alle Frecce d’Argento. Mentre ricopre il ruolo di presidente non esecutivo, nel 2016 fonda la LaudaMotion, poi divenuta semplicemente Lauda, una nuova compagnia aerea low-cost che nel 2018 ha prima rilevato ciò che rimaneva della Niki, e poi è stata parzialmente acquisita da Ryanair.

Niki Lauda, il patrimonio del campione

Nonostante gli stipendi dei piloti di Formula 1 del passato non erano paragonabili a quelli dei piloti di oggi, è chiaro che un campione come Niki Lauda abbia guadagnato molto in carriera. Tre volte campione del mondo, due con la Ferrari e una con la McLaren, ha visto via via crescere il suo potere contrattuale che ha saputo gestire alla perfezione.

Proveniente da una famiglia molto benestante, Lauda ha sfruttato le proprie iniziali disponibilità economiche per farsi strada nella Formula 1 e per poter dimostrare il suo talento, che è subito emerso insieme al suo carattere poco diplomatico.

Oltre all’agio di provenienza e ai guadagni di una carriera che gli ha dato tanto - ma che gli ha anche tolto tanto in salute - Lauda ha saputo muoversi a livello imprenditoriale con le sue compagnie aeree. Anche quando è uscito dalla monoposto per dedicarsi ai ruoli manageriali all’interno dei team, ha continuato a condurre i propri affari anche fuori dal Motorport, diventando così un manager a tutti gli effetti.

Il patrimonio di Niki Lauda è stato stimato di 100 milioni di dollari.

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Argomenti:

Formula 1 Motorsport

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