Napolitano: non ci sono ancora le dimissioni, ma parte di toto-nomi. Ecco i candidati più forti

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Il capo dello Stato Giorgio Napolitano potrebbe dimettersi a fine dicembre. Ecco i nomi dei probabili candidati alla Presidenza della Repubblica

Continuano le dimissioni sulle possibili dimissioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dal Quirinale nessuna smentita, anzi le parole scritte nella nota diramata dal Colle sembrano confermare quanto uscito sui giornali:

"La Presidenza della Repubblica non ha né da smentire né da confermare nessuna libera trattazione sulla stampa. E restano esclusiva responsabilità del Capo dello Stato il bilancio di questa fase di straordinario prolungamento, e di conseguenza le decisioni che riterrà di dover prendere. E delle quali come sempre offrirà ampia motivazione alle istituzioni, all’opinione pubblica, ai cittadini.

I giornali hanno dato ampio spazio a ipotesi e previsioni relative alle eventuali dimissioni del Presidente della Repubblica. In realtà, i termini della questione sono noti da tempo. Il Presidente della Repubblica, nel dare la sua disponibilità - come da molte parti gli si chiedeva - alla rielezione che il 20 aprile 2013 il Parlamento generosamente gli riservò a larghissima maggioranza, indicò i limiti e le condizioni - anche temporali - entro cui egli accettava il nuovo mandato. Ciò non gli ha impedito e non gli impedisce di esercitare nella loro pienezza tutte le funzioni attribuitegli dalla Costituzione, tenendo conto anche della speciale circostanza della Presidenza italiana del semestre europeo".

Le dimissioni potrebbero dunque arrivare presto, molto presto. Secondo i bene informati il Capo dello Stato avrebbe intenzione di presentarle a fine dicembre, mentre le elezioni potrebbero svolgersi a inizio gennaio 2015.

Renzi nel frattempo vorrebbe tentare di convincere il Presidente della Repubblica a tornare sui suoi passi, ma l’impresa appare quanto mai ardua.

Oggi però è già cominciato il toto - nomi sul prossimo inquilino del Quirinale. In Pole Position sembrano esserci il ministro della Difesa Roberta Pinotti e l’ex Sindaco di Roma Walter Veltroni. Ecco dunque l’elenco dei probabili candidati alla presidenza.

Roberta Pinotti
Ministro della Difesa del Governo Renzi dal 22 febbraio 2014, Roberta Pinotti (in forza al Partito Democratico) è stata in precedenza sottosegretario di Stato dello stesso ministero (maggio 2013 - febbraio 2014). Arrivata sulla scena politica nel 2001 è stata la prima donna italiana a ricoprire l’incarico di presidente della IV commissione difesa della Camera. Nel 2007 è nominata Responsabile nazionale Difesa e Sicurezza nella Segreteria nazionale del Segretario Walter Veltroni, mentre tra il 2008 e il 2009 ricopre il ruolo di Ministro della Difesa nel Governo ombra del PD.

Walter Veltroni
Due volte Sindaco di Roma (2001- 2006 e 2006-2008) Walter Veltroni è stato anche Segretario del Partito Democratico dal 2007 al 2009. È stato anche vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni culturali del governo Prodi I, nonché segretario dei Democratici di Sinistra dall’ottobre 1998 all’aprile 2001.

Dopo la sconfitta elettorale dell’aprile 2008, ha varato, sul modello inglese dello shadow cabinet, il governo ombra del PD, il secondo di questo tipo in Italia, dopo quello del PCI con a capo Occhetto. Il suo nome sarebbe gradito sia ai democratici che a Berlusconi

Romano Prodi
Altro nome forte è quello di Romano Prodi, ma lui ha già dichiarato apertamente di non aver alcuna intenzione di fare il Presidente della Repubblica. Nessuno ha ancora dimenticato quello che successe lo scorso anno, quando candidato per succedere a Napolitano, venne tradito da ben 101 senatori del PD. L’ex Premier ed ex presidente della Commissione Europea (1999-2004), nonostante l’appoggio di molti esponenti democratici, sembra dunque aver rinunciato prima dell’inizio della corsa.

Giuliano Amato
Sarebbe il personaggio che potrebbe mettere d’accordo Berlusconi e e Forza Italia da un lato e PD dall’altro, era tra i probabili candidati anche nel 2013. Nominato Giudice Costituzionale nel settembre del 2013, Giuliano Amato ha ricoperto molte cariche politiche in seno alla Prima e alla Seconda Repubblica: è stato ministro del Tesoro t(1987 - 1988, 1999 - 2000), vicepresidente del Consiglio tra il 1987 e il 1989, presidente del Consiglio (1992-1993, 2000-2001) ministro dell’Interno tra il 2006 e il 2008.

Gli altri nomi
Tra i papabili ci sarebbero anche: l’ex segretario del Ppi Pierluigi Castagnetti; i renziani Piero Fassino e Paolo Gentiloni, il presidente della Commissione Affari Costituzionali Anna Finocchiaro, il capogruppo del PD alla Camera Luigi Zanda, il giudice della Corte Costituzionale Marta Cartabia, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e addirittura il presidente dalla BCE Mario Draghi, anche se il banchiere avrebbe confidato al suo staff di non sentirsi tagliato per il ruolo di Presidente della Repubblica.