Si rafforza il Pd, mentre il Movimento 5 Stelle, pur restando la seconda forza politica in Italia, cede lievemente. Cresce invece, dopo l’annuncio di Silvio Berlusconi, il Pdl. Andiamo a vedere le tendenze degli italiani secondo il sondaggio Ipsos condotto per Ballarò.
Crescono Pd e Pdl, cala Movimento 5 Stelle
Il Partito Democratico guadagna lo 0,3%, raggiungendo quota 36,4% e resta ancora in testa tra le forze politiche italiane per gli elettori, doppiando il Movimento 5 Stelle, fermo al 18,2%, in calo dello 0,3%. Cresce il Pdl dopo l’annuncio di Berlusconi (+1,6% rispetto alla settimana scorsa), portandosi al 15,5%.
Il Partito Democratico continua a crescere dopo la vittoria di Bersani alle primarie. Gli italiani, se dovessero votare oggi, preferirebbero nettamente il Pd alla guida del Paese: infonde più sicurezza rispetto ai movimenti di protesta, come è il Movimento 5 Stelle e come lo è diventato il Pdl. Un segno emblematico della paura che serpeggia tra gli elettori?
Il Movimento 5 Stelle soffre un leggero calo di popolarità, ma dopo le epurazioni di Salsi e Favia e lo sfogo di Beppe Grillo di ieri, c’è chi scommette su una nuova flessione nella prossima settimana. Il Movimento 5 Stelle non dà più sicurezza e le contraddizioni interne al gruppo rappresentano il miglior metro di paragone con le altre forze politiche e con la sospetta antidemocraticità che contraddistingue il Movimento.
Il ritorno in campo di Silvio Berlusconi ha dato una spinta vitale al Pdl, che registra la maggiore crescita della settimana. Non tanto ingente da far pensare che il Pdl possa vincere le nuove elezioni: se da un lato non erano in pochi ad aspettare un ritorno del Cavaliere, dall’altro il partito è nettamente lacerato al suo interno, soffrendo segni di evidente instabilità.
Gli altri partiti
Scende ancora Sinistra Ecologia e Libertà (-0,4% rispetto alla settimana scorsa), portandosi a quota 5,6%, mentre l’Udc guadagna lo 0,3%, portandosi al 5,5%. Scende ancora la Lega Nord (che non appoggerà il Pdl), portandosi al 4,4%. Perde consensi anche la Lista Italia Civica per Monti (-0,5% rispetto a una settimana fa), portandosi al 3,5%.
Tra gli altri partiti si segnala una risalita di Italia dei Valori (+0,3%) che si porta al 2,2%; stessa variazione positiva per La Destra, che guadagna il 2% dei consensi. Calo di 0,1 punti percentuali per Futuro e Libertà per l’Italia e per Federazione della Sinistra, entrambe all’1,9%.
Premier: chi è meglio?
Dopo le elezioni, gli elettori italiani preferirebbero Pier Luigi Bersani come presidente del Consiglio, seguito da Mario Monti: entrambi salgono di 3 punti percentuali, portandosi rispettivamente al 32% e al 26%. Cala di 1 punto percentuale Silvio Berlusconi, che scende così al 16%.
Il ritorno di Berlusconi
Alla domanda «Per il Pdl cosa rappresenta il ritorno di Berlusconi?», il 61% del totale degli intervistati ha risposto «un danno grave», mentre solo il 24% lo considera «un valore aggiunto». All’interno del centrodestra si registra invece una netta parità: 46% contro 46%, altro segno emblematico della confusione che sembra regnare sovrana nel centrodestra.
Considerazioni su Monti
Il 49% degli intervistati ha inoltre affermato che Monti ha fatto bene ad annunciare le dimissioni dopo l’approvazione della Legge di stabilità, mentre il 41% avrebbe preferito che resistesse alle incursioni della politica.
Solo il 32%, invece, vorrebbe che si candidasse come premier alle prossime elezioni: un po’ poco rispetto al 61% convinto che dovrebbe mantenere un profilo istituzionale tecnico.
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