Mercatino di Natale a Piazza Navona: ecco perché non ci sarà

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Per i romani l’8 dicembre rappresenta un appuntamento fisso con le bancarelle di Piazza Navona, ma quest’anno il famoso mercatino non si farà: ecco cosa è successo.

L’8 dicembre è il giorno in cui si festeggia l’Immacolata e per gli italiani è diventata usanza dedicare la giornata alla preparazione dell’albero di Natale.

A partire da questa data inoltre cominciano ad essere allestiti i famosi mercatini di Natale, da Nord a Sud.

In particolare per i romani l’8 dicembre rappresenta un appuntamento fisso: le bancarelle di Piazza Navona.

Appuntamento fisso, ma non quest’anno. Roma, oltre allo scandalo legato a Mafia Capitale, si trova a fronteggiare infatti un’altra questione: le proteste degli ambulanti di Piazza Navona. Cosa è successo?

Piazza Navona: addio mercatino?

Perché il mercatino di Piazza Navona è a rischio? Sembra ormai certo che ad animare una delle piazze più belle della Capitale quest’anno ci saranno solo le giostre per i bambini e 12 banchi di intrattenimento (che si sono presentati a ritirare i loro permessi, a differenza degli altri), niente bancarelle, dolci, giochi, Babbo Natale o Befana.

Come ogni anno gli ambulanti (circa 60) hanno partecipato al bando per allestire il proprio banco, ma non si sono presentati al momento della consegna dei permessi. Perché?

Perché il Comune ha deciso di (ri)portare un pò d’ordine a Piazza Navona, esortando a rispettare il nuovo regolamento, che prevede:

  • la riduzione delle bancarelle da 115 a 72;
  • la vendita di merci legate solo al Natale.

La motivazione della protesta è dunque semplice:

"L’amministrazione non ha messo tutti nelle condizioni di lavorare“.

L’obiettivo dell’amministrazione è ristabilire un pò di decoro a Piazza Navona, divenuta sempre più negli ultimi anni un mercatino suk, che non ha nulla a che fare con i mercatini di Natale di altre città e paesi. Un mercatino in cui la facevano da padrone sempre più merci di scarsa qualità e degrado, anziché artigianato ed oggetti legati al Natale.

Gli ambulanti protestano su Facebook, denunciando il comportamento dell’amministrazione, che ha interrotto una tradizione ormai di lunga data, ma i commenti sui social non sono a loro favore, segno che le bancarelle di Piazza Navona erano diventate davvero sinonimo di degrado e indecenza.

(I seguenti commenti sono stati tratti dalla pagina Facebook di RomaToday, ma per ragioni di privacy sono stati coperti riferimenti a persone).

D’altra parte i residenti della zona già da diversi anni lanciano appelli per salvare la tradizione di Piazza Navona, liberandola da «porchetta e souvenir cinesi».

Alfiero Tredicine, presidente di Apre Confesercenti, si fa portavoce della protesta e spiega:

«Abbiamo invitato gli operatori a lavorare anche con soli 72 posteggi, ma ci hanno risposto per iscritto che loro non sono disponibili a montare i banchi secondo il nuovo progetto e il nuovo bando. Ritirare quelle concessioni vuol dire vedersi cancellare diritti come l’anzianità. Gli operatori non possono accettare una concessione non conforme alla legge. La nuova piantina delle postazioni è di dubbia provenienza, ha cancellato i diritti degli operatori, dandoli a chi non ce l’ha. Ecco perché gli operatori si stanno attivando anche dal punto di vista legale, sia amministrativo che penale, nei confronti di chi ha commesso anche degli abusi».

La risposta della presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, è stata semplice e chiara: l’unica possibilità che il mercato di Piazza Navona venga allestito è un colpo di scena, ovvero l’accettazione del Tar del ricorso fatto dagli ambulanti, in cui viene chiesto l’annullamento del bando stesso e, quindi, la sua sospensione.

Voi da che parte state? Che ne pensate?