Manifestazione 14 marzo 2014 a Roma contro spending review, gossip di palazzo

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Unione Sindacale di Base invita i cittadini a scendere in piazza nella Capitale contro i rischi di pesanti tagli nel pubblico impiego, contro il gossip di palazzo, e contro le false promesse.

Qual è la differenza tra il Governo Letta e quello del nuovo Premier Matteo Renzi? Ebbene, al netto delle promesse ad oggi non c’è alcuna differenza visto che il nuovo Governo, con il primo Consiglio dei Ministri operativo, ha innalzato l’aliquota massima applicabile sulla Tasi. E per quel che riguarda i progetti di riduzione della spesa, è alto il rischio che si vada ad agire sul welfare e sui lavoratori pubblici.

Manifestazione 14 marzo 2014 a Roma contro le chiacchiere della politica

E’ questa, in sintesi, la posizione dell’USB, Unione Sindacale di Base, che contro la spending review, e contro le consuete chiacchiere della politica, per il prossimo 14 marzo del 2014 ha organizzato a Roma una grande manifestazione.

Unione Sindacale di Base: politica nasconde realtà economica e sociale del Paese

Secondo l’USB nulla è cambiato in quanto le dichiarazioni della politica hanno come obiettivo quello di nascondere quella che è la realtà economica e sociale del Paese. In merito l’Unione Sindacale di Base ricorda che in Italia ci sono attualmente la bellezza di 8,8 milioni di lavoratori dipendenti che sono in attesa del rinnovo del contratto.

Unione Sindacale di Base: dati reali drammatici

Insomma, una cosa è il gossip di palazzo, un’altra è la situazione reale delle famiglie come conferma peraltro l’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, attraverso dati drammatici sulla caduta dei consumi, sul crollo dei redditi e sulla disoccupazione che peraltro è ancora destinata ad aumentare.

Riduzione debito pubblico, chi paga?

L’USB, nel commentare inoltre l’intenzione del Premier Matteo Renzi di andare in Europa per chiedere più flessibilità, ricorda che il rigore in Italia è stato addirittura inserito nella Costituzione con la conseguenza che già dal prossimo anno il debito pubblico dovrà essere ridotto di ben 50 miliardi di euro. Dove trovare tutti questi soldi? E chi paga?