L’Italia è un Paese povero: 4,6 milioni di Italiani sono indigenti. 140% in più di 10 anni fa

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L’Italia è un Paese con 4,6 milioni di poveri. Dieci anni fa la situazione era ben diversa, adesso le famiglie sono sull’orlo dell’indigenza.

L’Italia è un Paese in cui le politiche welfare sono inesistenti e che pian piano sta diventando un Paese povero.
La situazione è precipitata negli ultimi 10 anni e la povertà è ormai una realtà per molte famiglie.

L’inchiesta che ha svolto Repubblica.it mostra quanto la situazione nell’ultimo decennio sia fortemente cambiata e come l’Italia stia pian piano diventando un Paese ai limiti della povertà.

La crisi ha pesato sul nostro Paesi molto più che sulle altre zone del vecchio continente e a subire le maggiori privazioni sono i giovani e le coppie che hanno figli.
Le politiche applicate al mercato del lavoro hanno infatti messo in ginocchio un popolo che non riesce più a riprendersi e che non vede una luce alla fine del tunnel.

Mentre Francia, Germania e Spagna ripartono, l’Italia continua ad accusare le pesanti conseguenze della crisi, che adesso tocca anche le banche e che potrebbe portare all’arrivo della Troika e l’applicazione delle politiche di austerity anche sul nostro Paese.

Di seguito i dati sconvolgenti, emersi dalle indagini svolte da Repubblica.it che mostrano l’Italia per quello che ormai si è ridotta ad essere: un Paese sull’orlo del baratro e al limite della povertà.

Italia, un Paese povero: ecco perché

L’Italia conta ormai 4,6 milioni di poveri sul suo territorio, ben l’8% della popolazione. Un dato che dovrebbe far riflettere tutti e che dovrebbe mostrare chiaramente quanto sono state fallimentari le politiche di welfare applicate negli ultimi anni.

Il Bel Paese è diventato un luogo in cui è difficile trovare un lavoro e in cui l’11,7% delle persone non ha un impiego.
La situazione diventa anche peggiore se si prendono in esame i dati della disoccupazione giovanile, che arriva a toccare il 40% dei ragazzi.

Uno scenario da brividi quello che viene fuori dalle analisi e che dovrebbe portare tutta la classe politica italiana a porsi delle domande.
Le politiche attuate negli ultimi anni per l’aumento dell’occupazione non hanno fatto altro che creare una generazione di precari e di lavoratori saltuari.

Una situazione che ha così portato 4,6 milioni di Italiani a vivere sull’orlo dell’indigenze. La povertà in Italia si allarga in modo incontenibile e i dati parlano chiaro: + 141% di poveri negli ultimi 10 anni.
A gravare sull’economia dell’Italia non è solo l’assenza del lavoro, la mancanza delle politiche di welfare, ma anche la totale assenza di una continuità politica.

Le disparità crescono quando poi si analizzano i dati del tipo di impiego che viene svolto da chi si trova in situazioni di difficoltà.


Fonte: Openpolis per Repubblica.it

A dover pagare le pesanti conseguenze che derivano da questa situazione sono le famiglie degli operai e di chi non ha un lavoro fisso o è in cerca di occupazione. In questi nuclei familiari, in base ai dati di Istat e Eurostat, si comprende che coloro che si trovano in maggiori difficoltà sono i giovani e le famiglie con molti figli.

Con il sopraggiungere della crisi non solo in Italia, ma anche in molti altri Stati Europei sono cresciuti i rischi per le famiglie. Per i lavoratori tedeschi il rischio di finire in miseria (perdendo il lavoro o per altre cause) sale di ben 5 punti in confronto agli anni precedenti alla crisi.


Fonte: Openpolis per Repubblica.it

A salire sono anche i dati sulla povertà relativa, ossia le famiglie che sono in grado di comprare i beni del paniere Istat, ma hanno una spesa pro capite molto bassa.
Contando anche queste famiglie all’interno si arriva a ben 8,3 milioni di poveri.

Il rischio principale di una situazione simile è ovviamente la possibilità che si crei una forte discrepanza tra chi è in grado di comprare determinati beni e chi invece non ha potere di acquisto.
I dati dello studio svolto da Repubblica.it portano solo ad una conseguenza: si deve cambiare modo di agire.

Le politiche fino a questo momento messe in atto sono inconsistenti e soprattutto insufficienti, dal momento che i poveri diventano sempre più poveri. A cambiare devono essere soprattutto le politiche da applicare al mercato del lavoro, che deve ripartire e soprattutto deve ripartire dai giovani.

I Neet, giovani che non studiano, non lavorano e seguono percorsi formativi sono in costante aumento. Proprio da qui si dovrà ripartire, impostando delle politiche di inclusione e che permettano a chi è in cerca di occupazione di avere un modo per accedere al mercato del lavoro.