La metà degli italiani non lavora: in Europa peggio solo la Grecia

icon calendar icon person

Il tasso di occupazione in Italia è tra i più bassi del continente: 20 milioni di persone nel nostro paese non lavorano e non lo cercano, anche se potrebbero farlo.

Spesso, cercando di vedere le cose da angolazioni diverse, si scoprono aspetti positivi di un problema che in un primo tempo sembravano totalmente assenti.

Purtroppo non è questo il caso del lavoro in Italia dove anzi, girando il problema e cercando di valutare numeri e statistiche diverse, la situazione non sembra cambiare di molto.

Se infatti il nostro Paese presenta a giugno un tasso di disoccupazione del 12,6%, sostanzialmente in linea con l’11,9% dell’Eurozona, a regalare un’immagine se possibile più a tinte fosche della situazione lavorativa in Italia ci pensa l’analisi del tasso d’occupazione effettuata dall’Associazione Bruno Trentin della Cgil: secondo lo studio, solo un italiano su due in età lavorativa è occupato, il 48,7%; la media europea a termine di paragone, si ferma al 36%.

In sostanza, ci sono nel nostro paese quasi venti milioni di persone tra i 15 e i 74 anni che non lavorano, non cercano un’occupazione o non sono disponibili a lavorare: si tratta di un numero elevatissimo, il 50% circa di tutta la forza lavoro teorica, che pone l’Italia al penultimo posto in Europa davanti soltanto alla Grecia, dove però il tasso di disoccupazione è del 25%.

I numeri italiani sono impietosi anche di fronte ad altri paesi europei più colpiti dalla crisi come Spagna, Irlanda e Portogallo, dove ad una percentuale di disoccupazione maggiore corrisponde, e non è un paradosso, un tasso di occupazione maggiore.

Questa differenza non è però solo un problema statistico o numerico: dietro alle percentuali e alla definizione si nascondono differenze sostanziali.

Disoccupato o inoccupato?
La differenza delle categorie di inoccupato o disoccupato spiega in parte le statistiche.

Il disoccupato, secondo il modello con cui si raccolgono i dati, è una persona priva di lavoro che però è immediatamente disponibile ad un nuovo lavoro o lo sta costantemente cercando.

Un inoccupato, diversamente, è colui che o non ha mai lavorato, non sta cercando lavoro, oppure, aspetto sempre da tenere in considerazione, lavora o ha lavorato in nero.

Ma anche il lavoro nero non deve essere una giustificazione, perché secondo i dati diffusi diffuso dall’Eurobaromentro, il lavoro nero si assesta in Italia al 12%, in linea con l’11% della media UE27. Il problema quindi esiste, ma non va ingigantito troppo.

Il grande problema resta il fatto che quasi metà della forza lavoro potenziale non ha interesse a lavorare: secondo l’Istat, inoltre, dei 20 milioni di inoccupati, solo 3,2 milioni si dichiarerebbe pronto a cercare un’occupazione.

In questo modo una bella fetta di persone “salterebbe il fosso” e sarebbe conteggiata improvvisamente nel computo dei disoccupati.