La Troika affonda i conti pubblici italiani: nel 2013 abbiamo devoluto 44,1 mld a Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro

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La Troika e l’Italia: un binomio che in molti temevano alla fine del 2011, e che in qualche modo non possiamo dire del tutto scongiurato. Infatti, la cura imposta a Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro lo scorso anno è costata al nostro Paese più di 44 miliardi di euro: ne valeva la pena?

Il solo nominare la Troika evoca in tutti i cittadini europei gli scenari più spaventosi dominati dall’austerity; anche in Italia questo spettro si è aggirato più volte, soprattutto verso la fine del 2011, quando il nostro Paese preferì fare i famosi “compiti a casa” sotto la guida dell’ex premier Mario Monti pur di non farsi commissariare. Eppure, in qualche modo il temuto triumvirato formato dalla Banca centrale europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Commissione Europea, è riuscito comunque a mettere le mani nelle nostre casse pubbliche, con effetti decisamente non trascurabili.

La cura della Troika e gli effetti in Portogallo e in Grecia

Ma che cos’è successo ai Paesi che si sono affidati alle cure lacrime e sangue imposte dalla Troika? Partiamo dai dati positivi: il Portogallo, appena l’altro ieri, è riuscito a collocare il suo titolo di stato decennale e la Grecia, nel 2013, ha registrato un surplus di bilancio primario. Due successi che non possono far dimenticare i devastanti dati relativi alla disoccupazione, a quota 15,3 per cento in Portogallo e addirittura al 27,5 per cento in Grecia. Nessuna buona notizia neanche in materia di debito pubblico greco, arrivato quest’anno fino al nuovo record del 175,1 per cento.

Senza la Troika l’Italia sarebbe prossima al pareggio di bilancio

L’aspetto più paradossale, tuttavia, è che questa cura ha messo (ulteriormente) nei guai proprio l’Italia. A dirlo sono i dati diffusi appena lo scorso 23 aprile dall’Eurostat e riportati dal quotidiano Milano Finanza, secondo cui l’anno scorso il nostro Paese ha speso ben 44,156 miliardi di euro per aiutare le nazioni che usufruiscono del programma di assistenza internazionale: nello specifico Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro. Una somma che non solo equivale al 2,8 per cento del Pil italiano, ma che è praticamente uguale all’ammontare del nostro deficit annuale (a quota 47,345 miliardi nel 2013). Insomma, se non avessimo aiutato quei Paesi il nostro rapporto deficit/pil sarebbe da fare invidia: appena lo 0,2 per cento, a un soffio dal pareggio di bilancio.

L’unico Paese che può permettersi di aiutare gli altri è la Germania

Andando a spulciare i dati, l’unico Paese europeo che può davvero permettersi di essere generoso con chi è in difficoltà è la Germania: nonostante abbia elargito aiuti pari a 67 miliardi di euro, ha comunque un surplus di ben 190 milioni. Anche nazioni tradizionalmente più “virtuose” dell’Italia sembrano annaspare a causa della morsa della Troika: la Francia, ad esempio, se non fosse stata schiacciata dal peso dei 50,31 miliardi che ha dovuto devolvere nel 2013 non avrebbe dovuto chiedere di rinviare ulteriormente il raggiungimento dell’obiettivo del deficit/pil al 3 per cento.