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di Glauco Maggi

L’economia USA è in ripresa: basterà a rieleggere Donald Trump?

Glauco Maggi

20 ottobre 2020

L'economia USA è in ripresa: basterà a rieleggere Donald Trump?

New York. A dare retta solo ai sondaggi che misurano il tasso di approvazione per il lavoro del presidente si ricava una previsione-conclusione decisamente negativa sulle sue prospettive di riconferma.

Secondo RCP (Real Clear Politics), il sito che pubblica ogni giorno la media delle più recenti rilevazioni nazionali, Trump “in generale” è promosso dal 44,8% e bocciato dal 53,8%, con un saldo negativo di 9 punti (al 19 ottobre). Sulla sola gestione dell’economia, però, il giudizio si ribalta: il 50,5% approva Trump e il 47,5% no, con una differenza positiva di 3 punti.

Secondo la Pew Research, in agosto, l’economia era la questione più importante per il 79% degli interpellati, seguita dalla sanità con il 68% e dalle nomine dei giudici con il 64%. Pare insomma che il vecchio slogan del consigliere di Bill Clinton, James Carville, “è l’economia, stupido!”, che fu usato vittoriosamente dai Democratici contro George H.W. Bush nel 1992, resti centrale nella scala dei valori degli elettori ancora oggi.

Urne più vicine: qual è il sentiment degli elettori americani?

Le urne sono sempre più vicine. Quindi penso sia doveroso e interessante, alla luce della battuta di Carville, fornire questa selezione di news che illustrano l’attuale contesto macro-economico, le prospettive, e il vissuto degli elettori.
Cominciamo dal fondo: come gli americani vivono oggi? Durante la campagna presidenziale del 1980, Ronald Reagan, che sfidava il presidente in carica Jimmy Carter, fece una domanda “aperta” agli americani: "State meglio oggi rispetto a quattro anni fa?”.

Da allora, questo è diventato il quesito standard della Gallup per valutare la “soddisfazione del cliente-elettore” alla fine del primo mandato di un presidente, e per pronosticare le chance di riconferma. Il primo ottobre, Gallup ha pubblicato il risultato della rilevazione per il 2020, e una larga maggioranza del campione di elettori registrati, il 56%, ha affermato di stare meglio oggi rispetto a quattro anni fa.

Soltanto il 32% ha detto di stare peggio. Per dare una prospettiva al numero, nell’ottobre 2012 la percentuale che disse di stare meglio rispetto a 4 anni prima, quando Obama era stato eletto la prima volta nel pieno della gravissima recessione economica del 2008, era stata del 45%. Nel novembre del 2004 George Bush aveva ottenuto il bis, e il mese precedente gli americani che avevano risposto di stare meglio che nel 2000 erano stati il 47%. Sempre per Gallup, in ottobre il tasso di approvazione generale per Trump è risalito al 46%, dal 38%-42% dei mesi estivi, ma non ancora al 49% che godeva a inizio anno.

La fiducia dei consumatori è un elemento fondamentale dell’economia USA, il cui PIL si basa per il 70% sui settori delle vendite al dettaglio e dei servizi. Il Conference Board Consumer Confidence Index, che misura la fiducia, è aumentato a settembre, dopo essere diminuito ad agosto. L’indice si attesta ora a 101,8 (1985 = 100), rispetto a 86,3 di agosto.

Il “sottoindice della situazione attuale”, che si basa sulla valutazione dei consumatori delle attuali condizioni di business e del mercato del lavoro, è salito da 85,8 a 98,5. Il “sottoindice delle aspettative”, che si basa sulle prospettive a breve termine dei consumatori relativamente al reddito, alle imprese e alle condizioni del mercato del lavoro, è schizzato dall’86,6 di agosto al 104 di settembre.

“La fiducia dei consumatori è aumentata notevolmente a settembre, dopo cali mensili consecutivi, ma rimane al di sotto dei livelli pre-pandemici", ha dichiarato Lynn Franco, Direttore senior degli indicatori economici presso The Conference Board.

Quali sono, invece, le aspettative delle aziende? La fiducia delle piccole imprese statunitensi è aumentata in settembre ai suoi massimi del 2020. L’indice della National Federation of Independent Business Optimism è salito di 3,8 punti a quota 104, il livello più alto da febbraio. Dopo essere crollato al minimo di sette anni in aprile, l’indice è rimbalzato via via che le restrizioni imposte alle imprese e ai consumatori per contenere la diffusione di COVID-19 hanno continuato a diminuire. Nove dei 10 fattori dell’indice hanno mostrato un miglioramento, con al primo posto la crescita per 13 punti nella valutazione degli imprenditori sulle tendenze degli utili. Una percentuale netta più ampia di imprese prevede anche un miglioramento dell’economia e una percentuale crescente prevede di aumentare l’occupazione nei prossimi tre mesi.

Ci sono pure buone notizie per l’inizio della stagione dello shopping natalizio. Secondo la National Retail Federation (NRF), le vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno registrato quattro mesi consecutivi di crescita. Sebbene la metodologia del monitoraggio sia diversa, sia la NRF sia l’Ufficio del censimento degli Stati Uniti hanno riportato guadagni accelerati a settembre.

A seguito di cali record in primavera quando si sono verificate le chiusure dei negozi, la crescita è ricominciata a giugno. Il censimento riporta che le vendite al dettaglio di settembre sono aumentate dell’1,9% destagionalizzato da agosto e del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Allo stesso modo, i dati NRF mostrano un picco dell’1,3% destagionalizzato da agosto e un aumento non aggiustato del 12% rispetto allo scorso anno.

Infine, come va il PIL, prodotto interno lordo, che misura la crescita dell’intera economia americana? Il PIL USA del terzo trimestre - luglio, agosto, settembre - sarà comunicato dal governo a fine ottobre, e sarà l’ultimo dato macro-economico a disposizione degli elettori. La Federal Bank di Atlanta ha un suo modello, il GDPNow, che è una stima basata sui dati economici via via ufficializzati nel trimestre sotto osservazione.

La stima del modello GDPNow per la crescita del PIL reale nel terzo trimestre del 2020 è stata del +35,2% il 16 ottobre, invariata dal 9 ottobre. Il dato è il tasso annuo destagionalizzato. Nel primo trimestre il PIL era diminuito del 3,4%, e nel secondo del 33,3%. La ripresa economica è in corso, non ci sono dubbi. Per non parlare della Borsa in spolvero. Se basterà a rieleggere Trump è tutto da vedere.

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Glauco Maggi

Giornalista dal 1978, vive a New York dal 2000 ed è l'occhio e la penna italiana in fatto di politica, finanza ed economia americana per varie testate nazionali