La Cina mantiene ancora il primo posto nella classifica competitività, davanti ai grandi protagonisti dell’industria del XX secolo, come Stati Uniti, Germania e Giappone, incalzati a loro volta dai Paesi emergenti come India e Brasile. E l’Italia? Solo al 32esimo posto. Ed è una débacle, se si pensa che il nostro Paese retrocede di ben 11 posizioni.
La classifica viene riportata dallo studio «Global Manufacturing Competitiveness Index 2013», condotto dal Deloitte Global Manufacturing Industry Group e dallo U.S. Council on Competitiveness, che hanno intervistato più di 550 Ceo e senior-executive in tutto il mondo.
Nella top ten solo un’europea: la Germania
Nella top ten figura solo un Paese europeo, la Germania, che rispetto al 2010 è avanzata di ben 6 posizioni, raggiungendo la seconda posizione, proprio davanti agli Stati Uniti, che vantano anch’essi il guadagno di una posizione. Il grande balzo spetta a Taiwan, fuori dalla classifica stilata nel 2010 e adesso al sesto posto.
Classifiche
Competitività attuale
1) Cina
2) Germania
3) Stati Uniti
4) India
5) Corea del Sud
6) Taiwan
7) Canada
8) Brasile
9) Singapore
10) Giappone
11) Thailandia
12) Messico
13) Malesia
14) Polonia
15) Regno Unito
16) Australia
17) Indonesia
18) Vietnam
19) Repubblica Ceca
20) Turchia
32) Italia
Competitività nei prossimi 5 anni
1) Cina
2) India
3) Brasile
4) Germania
5) Stati Uniti
6) Corea del Sud
7) Taiwan
8) Canada
9) Singapore
10) Vietnam
11) Indonesia
12) Giappone
13) Messico
14) Malesia
15) Thailandia
16) Turchia
17) Australia
18) Polonia
19) Regno Unito
20) Svizzera
34) Italia
Il trionfo dei Paesi emergenti
Da quanto si può evincere leggendo la classifica, si può notare come tra cinque anni saranno solo Paesi emergenti a occupare le prime posizioni della classifica della competitività, ovviamente a discapito di Europa (che già arranca) e Stati Uniti. Tra cinque anni, dunque, si prospetta un podio tutto emergente, con Cina ancorata al primo posto e India e Brasile subito dietro. Tra gli emergenti, inoltre, spiccheranno anche Indonesia e Vietnam. Il successo dei Paesi emergenti è prevalentemente da addursi alla domanda interna sempre più crescente e al notevole dispiegamento di potenzialità finalizzate a rafforzare il proprio valore a livello internazionale.
Secondo le previsioni, inoltre, perderanno posizioni anche Canada e Giappone. In Europa sarà una sorta di Caporetto, con Italia, Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda, Portogallo, Polonia e Repubblica Ceca che continueranno a retrocedere di posizione in posizione.
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