Italia, crollo record anche nella competitività: Cina e Paesi emergenti sul podio

Daniele Sforza

19 Novembre 2012 - 17:33

Italia, crollo record anche nella competitività: Cina e Paesi emergenti sul podio

La Cina mantiene ancora il primo posto nella classifica competitività, davanti ai grandi protagonisti dell’industria del XX secolo, come Stati Uniti, Germania e Giappone, incalzati a loro volta dai Paesi emergenti come India e Brasile. E l’Italia? Solo al 32esimo posto. Ed è una débacle, se si pensa che il nostro Paese retrocede di ben 11 posizioni.

La classifica viene riportata dallo studio «Global Manufacturing Competitiveness Index 2013», condotto dal Deloitte Global Manufacturing Industry Group e dallo U.S. Council on Competitiveness, che hanno intervistato più di 550 Ceo e senior-executive in tutto il mondo.

Nella top ten solo un’europea: la Germania

Nella top ten figura solo un Paese europeo, la Germania, che rispetto al 2010 è avanzata di ben 6 posizioni, raggiungendo la seconda posizione, proprio davanti agli Stati Uniti, che vantano anch’essi il guadagno di una posizione. Il grande balzo spetta a Taiwan, fuori dalla classifica stilata nel 2010 e adesso al sesto posto.

Classifiche

Competitività attuale

1) Cina

2) Germania

3) Stati Uniti

4) India

5) Corea del Sud

6) Taiwan

7) Canada

8) Brasile

9) Singapore

10) Giappone

11) Thailandia

12) Messico

13) Malesia

14) Polonia

15) Regno Unito

16) Australia

17) Indonesia

18) Vietnam

19) Repubblica Ceca

20) Turchia

32) Italia

Competitività nei prossimi 5 anni

1) Cina

2) India

3) Brasile

4) Germania

5) Stati Uniti

6) Corea del Sud

7) Taiwan

8) Canada

9) Singapore

10) Vietnam

11) Indonesia

12) Giappone

13) Messico

14) Malesia

15) Thailandia

16) Turchia

17) Australia

18) Polonia

19) Regno Unito

20) Svizzera

34) Italia

Il trionfo dei Paesi emergenti

Da quanto si può evincere leggendo la classifica, si può notare come tra cinque anni saranno solo Paesi emergenti a occupare le prime posizioni della classifica della competitività, ovviamente a discapito di Europa (che già arranca) e Stati Uniti. Tra cinque anni, dunque, si prospetta un podio tutto emergente, con Cina ancorata al primo posto e India e Brasile subito dietro. Tra gli emergenti, inoltre, spiccheranno anche Indonesia e Vietnam. Il successo dei Paesi emergenti è prevalentemente da addursi alla domanda interna sempre più crescente e al notevole dispiegamento di potenzialità finalizzate a rafforzare il proprio valore a livello internazionale.

Secondo le previsioni, inoltre, perderanno posizioni anche Canada e Giappone. In Europa sarà una sorta di Caporetto, con Italia, Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda, Portogallo, Polonia e Repubblica Ceca che continueranno a retrocedere di posizione in posizione.