Italia: FMI alza stime sul pil 2016, ma chiede più impegno su debito e privatizzazioni

Nicola D’Antuono

18/05/2015

Il FMI promuove l’Italia, pronosticando una crescita del pil dell’1,2% nel 2016. Bisogna però fare di più sul fronte del debito, della disoccupazione e delle privatizzazioni

Italia: FMI alza stime sul pil 2016, ma chiede più impegno su debito e privatizzazioni

Il Fondo Monetario Internazionale ha alzato ancora una volta le stime di crescita economica per l’Italia, dopo aver già effettuato importanti revisioni appena un mese fa. L’istituto di Washington ritiene che il Belpaese crescerà dell’1,2% nel 2016, anziché l’1,1% prospettato qualche settimana fa. Le previsioni del FMI sono comunque meno rosee di quelle contenute nel DEF. Il capo missione del FMI per l’Italia, Petya Koeva Brooks, ha però sottolineato che la prospettiva sul pil al 2016 è stata molto prudente, in quanto si vuole prima verificare il concreto rilancio degli investimenti.

Insomma, se l’Italia rispetterà gli impegni e attuerà tutte le riforme promesse, appare molto probabile una nuova promozione e quindi l’aumento dell’asticella relativa alla percentuale di crescita del pil per il prossimo anno. Il FMI ritiene che l’Italia debba fare di più sul fronte del debito pubblico, che a marzo ha toccato un nuovo record assoluto non lontano dai 2.200 miliardi di euro. Secondo gli esperti dell’istituto, l’Italia dovrà crescere a ritmi molto più elevati per ridurre sia la disoccupazione sia il debito, entrambi su valori record.

Preoccupa tantissimo proprio la disoccupazione, che resta sopra il 12% ma che vede anche un giovane su due senza lavoro. Il FMI è convinta, però, che il Jobs Act del governo Renzi porterà benefici di medio-lungo periodo, grazie ai sostanziali cambiamenti attesi nel mercato del lavoro che dovranno favorire un deciso incremento della produttività dei lavoratori e facilitarne l’inserimento nelle aziende. Secondo gli specialisti del FMI il Jobs Act ridurrà “la dualità dei contratti tra tempo determinato e indeterminato”. L’istituto guidato da Christine Lagarde apprezza poi gli sforzi in tema di semplificazione fiscale e riforma della giustizia.

Tra le note dolenti ci sono, invece, il già citato indebitamento pubblico (che resta sopra il 130% del pil) e le privatizzazioni, che secondo il FMI proseguono a un ritmo troppo lento. L’istituto con sede a Washington ritiene che sia fondamentale “accelerare sulle privatizzazioni”, in quanto ciò dovrebbe consentire anche una riduzione del debito. Tuttavia, finora i progressi sono stati deludenti, nonostante la recente vendita di azioni Enel. Infine il FMI ha esortato il governo Renzi a fare meglio sul fronte dell’efficienza dei servizi pubblici, attuando riforme significative nella Pubblica Amministrazione, servizi pubblici locali, appalti pubblici e giustizia civile.