In pensione quota 100 con contributi da riscatto: quali si possono recuperare?

Lorenzo Rubini

6 Aprile 2021 - 15:51

condividi
Facebook
twitter whatsapp

In alcuni casi il lavoratore può farsi carico dell’onere dei contributi da riscatto per avvicinare il pensionamento. Vediamo come e quando è possibile.

In pensione quota 100 con contributi da riscatto: quali si possono recuperare?

Non sempre si riesce a centrare il requisito contributivo che permette l’accesso ad una determinata misura previdenziale. Alle volte, però, se mancano pochi anni di contributi è possibile ovviare alla mancanza riscattando dei periodi scoperti da contribuzione.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno,
Mia madre ha 62 anni e circa 36 e 4 mesi di contributi, ci si è resi conto che tra il 1987 e il 1988 non le sono stati versati i contributi, mentre risultano dal libretto del lavoro è possibile fare qualcosa?
Inoltre nel 2017 per accudire il padre si mise in aspettativa non retribuita quel periodo può essere riscattato?
In attesa di un vostro riscontro porgo cordiali saluti” .

Pensione con contributi da riscatto

In alcuni casi, previsti dalla normativa stessa, è possibile recuperare ai fini previdenziali, periodi che non sono stati coperti da contribuzione. Come nel caso dell’omissione contributiva.

La normativa, infatti, prevede che qualora vi sia stata omissione del versamento di contributi da parte del datore di lavoro e che per quei periodi sia intervenuta la prescrizione decennale (che fa in modo di non potersi rifare su chi ha omesso i versamenti in questione), il lavoratore può farsi carico dell’onere di quei versamenti mancanti per recuperarli ai fini previdenziali. Nel caso di sua madre, quindi, essendo intervenuta la prescrizione, è possibile chiedere il riscatto per i periodi compresi tra il 1987 ed il 1988 in cui i contributi non sono stati versati per periodi effettivamente lavorati.

Anche l’aspettativa non retribuita può essere oggetto di riscatto oneroso da parte del lavoratore a patto che sia stata chiesta per gravi motivi familiari e che il richiedente sia in grado di produrre tutta le documentazione necessaria a dimostrare, appunto, i gravi motivi familiari (certificati medici, ad esempio, che attestino la situazione di gravità delle persona da assistere).

Sua madre, quindi, potrebbe raggiungere il requisiti contributivo richiesto per accedere alla quota 100, avendo compiuto i 62 anni, riscattando i periodi che lei descrive. Dovrebbe inoltrare richiesta all’INPS corredando la stessa della documentazione richiesta dal caso specifico.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Argomenti

Iscriviti alla newsletter

Money Stories
SONDAGGIO