Il vecchio sistema Tutor tornerà in funzione entro il controesodo. Lo ha annunciato Autostrade per l’Italia, in seguito alla sentenza della Cassazione che le ha dato ragione. La Corte d’Appello di Roma, il 10 Aprile 2018, aveva ritenuto che “il sistema di controllo della velocità media”, appunto il cosiddetto Tutor, “violasse le norme relative alla proprietà intellettuale della società Craft” e, quindi, dovesse essere rimosso. Gli ermellini hanno invece stabilito che non sarebbe avvenuta alcuna violazione di brevetti, cancellando dunque la precedente sentenza.

Tutor torna sulle autostrade

In seguito alla decisione della Corte di Cassazione, Autostrade ha riferito in una nota che l’azienda ha immediatamente “riattivato le squadre per la reinstallazione del sistema”. Il sistema verrà messo a disposizione in tempi brevi “alla Polizia Stradale al fine di potenziare i controlli già in essere sulla rete tramite l’attuale sistema SICVe-PM-”. Quest’ultimo è una nuova tecnologia che è stata applicata in seguito allo stop della Corte d’Appello su vari tratti. PM sta per Plate Matching, e il nuovo sistema permette di identificare il veicolo in maniera univoca non solo attraverso la targa, ma anche con tratti distintivi prendendo in considerazione l’intera immagine.

Grazie all’implementazione dei sistemi bloccati in precedenza, si potranno attivare controlli, “in coordinamento con la Polizia Stradale”, su circa “1.000 km di tratte entro i giorni del controesodo”.

Cassazione dà ragione ad Autostrade

Nel febbraio 2006, la società Craft srl di Greve in Chianti, nel fiorentino, aveva fatto causa ad Aspi per la contraffazione del proprio brevetto per il controllo della velocità media su strade e autostrade. Il dispositivo è capace di leggere le targhe di veicoli grazie a due postazioni a distanza collegate a un computer centrale che calcola la velocità media in relazione al tempo di percorrenza impiegato per il tratto selezionato.

Nel 2015, proprio la Cassazione aveva respinto il ricorso di Autostrade che sosteneva la nullità del brevetto di Craft. La recente sentenza, secondo Aspi, ribalta la precedente tesi, in quanto “dimostra la non brevettabilità di sistemi matematici noti”.

In questo modo viene confermata, scrive Autostrade nella nota, “la determinazione di Aspi ad operare nel rispetto delle regole e a tutela della sicurezza stradale”.