IMU, seconda casa: aumentano gli immobili in vendita, ma chi compra?

Daniele Sforza

04/12/2012

IMU, seconda casa: aumentano gli immobili in vendita, ma chi compra?

Il saldo IMU del 17 dicembre 2012 sarà un salasso, una stangata, una fine del mondo, come qualcuna l’ha già definito. Certo è che se i problemi sono prevalentemente a ridosso di chi possiede la prima casa, figuriamoci per chi deve pagare l’IMU sulla seconda casa. Considerate che sono circa 15 i miliardi di euro che gravano complessivamente sui proprietari delle seconde case. Dati questi che stanno facendo propendere tali soggetti a una dolorosa rinuncia e a una rapida vendita dell’immobile «della vacanza».

Seconde case in vendita

Secondo un’indagine effettuata da Casa.it, infatti, Quasi la metà degli intervistati (più precisamente, il 48,8%) ha invece deciso di modificare l’utilizzo della seconda casa.

Il 31,8% degli intervistati ha affermato che è in procinto di vendere la seconda casa proprio a causa dell’IMU.
Il 10,2% invece ha deciso di affittarla per tutto l’anno, mentre solo il 6,8% degli intervistati propende per l’affitto solo nei periodi di tempo in cui non la utilizza.

Il ritorno del mattone?

Tra coloro che non posseggono una seconda casa, invece, il 20% degli intervistati vorrebbe acquistarne una nel prossimo anno, fidandosi dell’investimento sul mattone, anche se, come abbiamo già visto in precedenza, l’investimento sul mattone non è tra i più affidabili di questi tempi, vista anche la contrazione dei prezzi degli immobili negli ultimi anni, contrazione ancora leggera e che tuttavia non fa fronte a un crollo delle compravendite.

Un’altra anomalia questa che però vede una contraddizione in termini: nonostante molti italiani abbiano rinunciato di investire sul mattone, secondo l’ad di Casa.it, Daniele Mancini, «le molte persone che si stanno avvicinando per la prima volta al mercato delle seconde case dimostra l’interesse che gli italiani hanno ancora nel mattone, un mercato che raccoglie da sempre la ricchezza dei privati e viene considerato un buon investimento nel lungo periodo».

L’impressione generale, tuttavia, è che gli italiani abbiano paura a spendere e a investire e preferiscano molto di più risparmiare in questi tempi. Solo il 2013 potrà dirci se questa tendenza volge al capovolgimento.