Aveva fatto molto scalpore l’incidente avvenuto a Tempe in California nel maggio del 2018 in cui era rimasta coinvolta un’auto di Uber con guida autonoma. L’incidente aveva causato la morte di una donna, Elaine Herzberg di 49 anni.

La donna stava camminando con la sua bicicletta dall’altra parte della strada di notte fuori da una zona di attraversamento pedonale e il veicolo non si è fermato in tempo. Al volante dell’auto c’era anche un autista di sicurezza, un dipendente Uber.

Autista di sicurezza di Uber accusato di omicidio per l’incidente mortale con auto a guida autonoma

Ovviamente quell’incidente ha suscitato grandi dibattiti negli Stati Uniti circa l’opportunità di far svolgere test in strade pubbliche alle auto a guida autonoma.

La stessa Uber per molto tempo ha sospeso questi test. Nelle scorse ore è arrivata la notizia che l’autista di sicurezza di Uber rimasto coinvolto in quell’incidente è stato appena accusato di omicidio colposo, secondo la Reuters. Rafaela Vasquez, 46 anni, si è dichiarata non colpevole dell’accusa ed è stata rilasciata fino a quando il suo processo non inizierà il prossimo febbraio.

Come si è potuto notare grazie alle telecamere installate all’interno dell’auto, una Volvo XC90 modificata da Uber con la sua tecnologia, Vasquez non teneva gli occhi sulla strada come richiesto dalla procedura aziendale. Invece stava guardando Netflix ed in particolare, il porgramma «The Voice» sul suo smartphone.

A circa un anno dall’incidente i pubblici ministeri hanno scagionato del tutto Uber da eventuali responsabilità, dicendo che l’azienda aveva fatto tutto il possibile per garantire che i test in strada delle auto a guida autonoma fossero fatti con la massima sicurezza.

Gli investigatori hanno infine concluso che l’incidente era evitabile al 100% se solo Vasquez avesse prestato attenzione. In tal caso, avrebbe avuto tempo sufficiente per premere i freni ed evitare di scontrarsi con Herzberg.