Grecia: i money manager non credono all’uscita dall’euro

Nicola D’Antuono

18 Giugno 2015 - 12:00

Secondo un sondaggio condotto da Bank of America Merrill Lynch, i grandi investitori istituzionali non credono alla Grexit. Più concreto, invece, è il rischio default

Grecia: i money manager non credono all’uscita dall’euro

La banca centrale di Grecia ha dichiarato che, senza un accordo sul debito del paese ellenico, Atene finirà in default e sarà anche costretta ad abbandonare la moneta unica. La riunione dell’Eurogruppo di oggi si apre a tinte molto fosche e un accordo in tempi brevi appare quasi improbabile. Il premier Alexis Tsipras non ha alcuna intenzione di accettare le proposte dei creditori (FMI in primis), ritenute più volte inaccettabili, e di chiedere così alla popolazione greca nuovi pesanti sacrifici economici.

La situazione della Grecia appare disperata e ormai esiste il serio rischio che il governo ellenico possa alla fine dichiarare bancarotta su tutto o parte del debito pubblico. Secondo l’ultimo sondaggio mensile condotto da Bank of America Merrill Lynch su un panel di oltre 200 investitori istituzionali, che complessivamente portano in dote masse gestite per circa 560 miliardi di dollari, la possibilità che la Grecia possa finire in default viene avanzata dal 42% del campione.

Tuttavia solo il 15% degli investitori interpellati crede che il paese possa abbandonare l’euro. Gli specialisti della banca d’affari a stelle e strisce ritengono che alla fine possa essere raggiunto u accordo sul debito greco, evitando così un pericoloso precedente nell’Eurozona. L’eventuale intesa dovrebbe poi innescare un significativo rally sui mercati, sia azionari che obbligazionari. Insomma la situazione potrebbe ben presto migliorare, anche se da qualche tempo l’aria che tira sui mercati si è fatta decisamente pesante.

Sul forex l’euro è riuscito più volte a resistere agli attacchi dei venditori, ma presto potrebbe mollare la presa e lasciarsi cadere dopo settimane trascorse da protagonista. Il tasso di cambio euro/dollaro, che a metà aprile scorso era in area 1,05, è stato in grado di salire fin sopra 1,1460. Nelle ultime settimane è stato invischiato in un’accesa lotta tra “buy” e “sell”, che ha decretato un boom della volatilità con ampliamento del range medio delle oscillazioni giornaliere. Negli ultimi giorni il cambio si è mosso sopra 1,12, ma presto potrebbe avvenire un deciso calo in caso di breakout ribassista del supporto di area 1,1050 – 1,10.