Il crollo del pil nipponico nel terzo trimestre ha spinto il premier Abe a rinviare la stretta fiscale e a indire le elezioni anticipate
Shinzo Abe, attuale premier del Giappone, ha annunciato ieri il rinvio dell’aumento dell’aliquota Iva di 18 mesi e lo scioglimento del Parlamento. La decisione era ormai ampiamente scontata, dopo che il pil preliminare nipponico nel terzo trimestre è sceso dello 0,4% facendo cadere il paese in uno stato di recessione tecnica (visto che anche nello scorso trimestre era avvenuto un pesante calo del pil, addirittura del 7,3%).
L’aumento dell’Iva dall’attuale 8% al 10% era previsto per ottobre 2015, ma Abe ha ritenuto opportuno rimandare l’inasprimento fiscale per non compromettere definitivamente la possibilità di raggiungere gli obiettivi economici di medio-lungo periodo. L’Abenomics ha fatto clamorosamente flop, nonostante le decine di migliaia di miliardi di yen riversate nel sistema per risollevare le sorti dell’economia del paese del Sol Levante e far uscire Tokyo da un ventennio di deflazione.
Abe ha già ordinato ai suoi ministri di studiare un nuovo pacchetto di stimoli economici, mentre la Bank of Japan potrebbe incredibilmente aumentare la base monetaria dagli attuali 80mila miliardi di yen all’anno. Il premier giapponese ha poi sciolto il Parlamento, a meno di due anni dal suo insediamento, annunciando le nuove elezioni per metà dicembre prossimo. Intanto, secondo gli esperti di Société Générale, la BoJ dovrebbe aumentare ancora il piano di quantitative easing con effetti negativi sullo yen.
© RIPRODUZIONE RISERVATA