Forex: il dollaro va a ruba dopo i migliori payrolls dal 2012. Si avvicina la stretta sui tassi

Nicola D’Antuono

9 Dicembre 2014 - 05:56

Gli eccellenti payrolls americani pubblicati venerdì hanno rafforzato la leadership del dollaro, che potrebbe continuare a stupire in vista della stretta sui tassi della FED

Forex: il dollaro va a ruba dopo i migliori payrolls dal 2012. Si avvicina la stretta sui tassi

Il Dollar Index, che misura la forza del dollaro americano rispetto a un paniere composto da 6 valute importanti, è salito sui massimi dal primo trimestre del 2009 dopo la pubblicazione dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti nel mese di novembre. Il tasso di disoccupazione è stato confermato al 5,8%, in linea con le attese, mentre i non-farm payrolls (ovvero le nuove buste paga erogate nei settori non agricoli) sono aumentati di 321mila unità, facendo così registrare il risultato migliore da inizio 2012. Il buon ritmo di crescita dell’economia americana fa aumentare le aspettative di una stretta monetaria negli USA prima del previsto.

Gli analisti finanziari stanno cominciando a ipotizzare il primo ritocco al rialzo dei tassi di interesse da parte della FED già entro il primo semestre del 2015. Bisogna ricordare che a ottobre scorso l’istituto monetario di Washington aveva chiuso i rubinetti della liquidità, azzerando il piano di quantitative easing che da fine 2008 era stato incrementato per ben tre volte fino a un ammontare superiore ai mille miliardi di dollari all’anno. L’economia americana appare sempre più robusta, anche grazie alla solidità dei profitti delle imprese e all’aumento dei salari che favorisce sempre più i consumi delle famiglie (che rappresentano due terzi del pil statunitense).

Va a gonfie vele poi la finanza, con Wall Street su valori record e l’indice Dow Jones pronto a mettersi alle spalle anche quota 18mila punti. Bisogna poi sottolineare come il gap di competitività con l’Europa si stia allargando sempre più, spingendo gli investitori a uscire dagli asset in euro e a fare incetta di dollari americani. Non c’è da stupirsi se, da quando la BCE ha accelerato il passo sula politica monetari ultra-espansiva da maggio scorso, il cambio euro/dollaro sia in costante calo, tanto che la quotazione è sempre più proiettata verso i minimi di fine luglio 2012, posti a 1,2040.

Il dollaro americano sta andando letteralmente a ruba, come dimostrato dal valore dei contratti aperti dagli investitori internazionali sui mercati spot, futures e delle options. La forza del greenback non è riscontrabile solo sull’euro, ma anche su yen, valute oceaniche, sterlina, franco svizzero, corone scandinave e valute dei mercati emergenti. Nessuna moneta riesce al momento a resistere alla forza d’urto del biglietto verde, che anche il prossimo anno potrebbe registrare un nuovo boom. Economisti e analisti finanziari sono pronti a scommettere su un dollaro sempre più forte, in vista della stretta sui tassi e di una crescita ancor più sostenuta della locomotiva economica a stelle e strisce. Sul cambio euro/dollaro è atteso un deprezzamento fin sotto 1,20. Secondo gli specialisti della banca newyorkese Goldman Sachs sarà a 1,15 entro sei mesi.