Il 2014 è stato un anno molto tormentato per la maggior parte delle valute dei mercati emergenti. Andiamo a scoprire qual è stata la peggiore tra queste monete
Nel 2014 la volatilità sul forex è aumentata tantissimo, in particolare sulle valute dei mercati emergenti. Scottate dalla fine del piano di quantitative easing negli Stati Uniti, le monete più vulnerabili hanno subito pesanti perdite toccando spesso nuovi minimi storici sia nei confronti del dollaro americano che dell’euro.
Le valute più colpite sono state quelle che hanno dovuto subire le ripercussioni derivanti da drammatici eventi di natura economico-finanziaria e/o geopolitica. Il peso argentino, ad esempio, ha perso più del 30% del proprio valore contro il biglietto verde, dopo che Buenos Aires è finita in uno stato di default tecnico la scorsa estate.
Tuttavia la moneta argentina non è stata la peggiore tra tutte le valute mondiali. Non lo è stata nemmeno quella russa, affossata dalla caduta dei prezzi del petrolio e da deflussi di capitali record. Il rublo russo ha ceduto poco meno del 45%, evitando guai peggiori grazie all’intervento della banca centrale di Mosca che ha alzato i tassi di interesse dal 10,5% al 17% in un solo colpo.
La peggiore valuta di tutto il 2014 è stata la hryvnia ucraina, che ha pagato a caro prezzo la drammatica situazione geopolitica in Ucraina. La guerra civile e le tensioni con il Cremlino hanno provocato una fuoriuscita di denaro tale da spingere il paese a un passo dal crack finanziario.
La moneta di Kiev ha perso quasi il 50% del proprio valore, in un anno in cui l’Ucraina si appresta a chiudere con una pesante recessione (pil in flessione del 7,5%). Il governatore della banca centrale ucraina, Valeriya Gontareva, ha lanciato l’allarme facendo intendere che il paese è a un passo dal default. Inoltre nel 2015 le attese di inflazione sono comprese tra il 17% e il 18%.
Kiev praticamente non ha più riserve d’oro e quelle in valuta sono pari a pochi miliardi di dollari. I bond pubblici a tre anni denominati in Usd rendono ormai il 33%. Dopo aver ottenuto un finanziamento da 17 miliardi dal Fmi, l’Ucraina avrebbe bisogno di altri 15 miliardi per evitare la bancarotta.
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