La corona norvegese è scesa sui minimi da oltre un mese sull’euro, a causa della forte incertezza sulle prossime scelte della Norges Bank in tema di politica monetaria
La corona norvegese sta attraversando una fase molto complicata sui mercati internazionali, tanto che negli ultimi dieci giorni ha accusato un calo superiore al 2,5% nei confronti dell’euro. Il cross EURNOK è passato da 8,10 a 8,316, raggiungendo una zona di resistenza molto importante.
A pesare sull’andamento della valuta di Oslo è soprattutto l’incertezza legata al futuro indirizzo di politica monetaria in Norvegia, dove i tassi di interesse sono fermi all’1,5% da due anni. Il governatore della Norges Bank, Oeystein Olsen, teme il surriscaldamento dei prezzi delle case e il possibile scoppio di una bolla immobiliare.
Il tasso di inflazione ad agosto è risultato pari al 2,1%, non lontano dal target del 2,5% dell’istituto monetario di Oslo. A questo punto ci sarebbero tutti i presupposti per un incremento dei tassi, ma Olsen teme che la corona norvegese possa apprezzarsi in modo eccessivo sull’euro, che presenta tassi prossimi allo zero.
L’aumento dei tassi in Norvegia potrebbe spingere gli investitori a comprare corone norvegesi a mani basse, implementando favorevoli carry trade contro la moneta unica. Olsen teme di ripetere l’esperienza del 2012, quando la crisi del debito pubblico nell’eurozona spinse gli investitori a rifugiarsi nella corona norvegese, che si apprezzò del 30% sulla moneta unica (l’anno successivo avvenne invece un calo dell’8% circa).
La forza della corona è da tempo al centro di un acceso dibattito tra imprese, sindacati e politica, che temono ripercussioni negative sull’economia domestica con una valuta troppo forte. Dall’altra parte nessuno ha intenzione di portare avanti avventurose politiche di svalutazione competitiva, temendo chiaramente l’esplosione dell’inflazione su valori superiori al target della Norges Bank.
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