Paul Krugman, nel suo consueto editoriale sul New York Times, parla delle elezioni italiane e si scaglia contro Bruxelles, rea secondo l’economista di aver creato un clima di terrore in Europa per i recenti avvenimenti politici in Italia. Il nostro Paese, secondo il Premio Nobel per l’economia, è infatti vittima di comici ed eurocrati: l’Europa e il mondo intero guardano con terrore allo scenario politico che va proliferando in Italia. La colpa di tutto questo? Di Bruxelles, ovviamente, e della sua politica di austerity. Il fatto che i vertici dell’Ue non abbiano denunciato il fallimento dell’austerity ha provocato fenomeni terrificanti in Italia, come l’ascesa di Beppe Grillo e il ritorno di Silvio Berlusconi. Il voto italiano, per Krugman, rappresenta dunque uno dei primi veri referendum sull’austerity.
L’anomalia italiana si estenderà in tutta Europa
«Gli osservatori esterni sono terrorizzati dalle elezioni italiane», scrive Krugman «e giustamente: anche se l’incubo di Berlusconi che torna al potere non si materializzasse, un risultato che mostrasse un forte appoggio a Berlusconi o a Grillo, o a entrambi, destabilizzerebbe non solo l’Italia, ma anche l’Europa nel suo complesso». Ed è proprio quello che sta accadendo, stando ai primi exit poll. Il fatto che Scelta Civica, la lista di Mario Monti, sia la quarta forza politica, dietro i due nemici dell’Europa, ovvero Berlusconi e Grillo, è un segnale lapalissiano di quanto i cittadini italiani siano stanchi dell’austerity, delle tasse e del miraggio sempre preventivato ma mai realizzato della crescita. Per Krugman, tuttavia, il problema non è solo italiano, ma è da estendersi anche nel resto dell’Europa, e più nello specifico, nell’Europa del Sud. «Politici dalla reputazione dubbia sono sempre più presenti in tutto il Sud Europa», ammonisce Krugman. «E il motivo per cui sta accadendo ciò è che gli europei rispettabili non ammetteranno che le politiche che hanno imposto sui Paesi debitori rappresentano un fallimento disastroso». Ciò fa pensare che le elezioni italiane siano «solo un assaggio di un imminente processo di radicalizzazione».
Elezioni italiane 2013: una risposta all’austerity
L’Italia si trova così stretta in una morsa fatale, «tra comici ed eurocrati deludenti». E pur senza prendere le difese di Berlusconi o di Grillo, Krugman pone una domanda che lui stesso, e di sicuro molti altri (tra cui, in primis, gli elettori italiani), considera ovvia: «Cos’ha di positivo quello che oggi passa per realismo maturo in Italia o addirittura nell’intera Europa?» Invece di ripensare alle proprie scelte politico-economiche, gli eurocrati di Bruxelles, nonostante il parziale mea culpa del Fondo Monetario Internazionale, hanno preferito fossilizzarsi sul cammino intrapreso. «A Bruxelles sono diventati ancora più insistenti», afferma Krugman «sulla necessità di portare avanti con assoluto rigore il percorso di risanamento dei conti pubblici negli Stati membri».
Nonostante il perseguimento dell’austerity, l’economia in Italia è crollata e la crescita è sempre più un fantasma. Grillo e Berlusconi rappresentano solo i mostri generati dal sonno degli eurocrati: hanno ragione gli osservatori esteri ad avere paura di quello che hanno creato, è in sintesi il postulato di Krugman.
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