Ecoincentivi auto e il conflitto d’interessi del ministro Guidi

icon calendar icon person

Gli incentivi varati dal Governo favoriscono l’azienda di famiglia del ministro. Sale la polemica sul conflitto d’interessi

Gli incentivi auto inaspettatamente approvati dal Governo Renzi hanno sollevato un vespaio e questo, al contrario, non sorprende.

Torna infatti in auge la questione del conflitto d’interessi riguardante il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, argomento già fonte di polemica nel giorno della sua nomina e che oggi ritorna in auge, forte come non mai.

Il motivo? Gli incentivi per i veicoli a basse emissioni varati per decreto saranno destinati alle auto ad alimentazione alternativa che garantiranno emissioni di anidride carbonica, allo scarico, inferiori a 120, 95 e 50 g/Km. Gli sconti riguarderanno in particolare «ciclomotori e motocicli a due o tre ruote, quadricicli, auto e veicoli commerciali leggeri», mentre rimangono escluse le biciclette a pedalata assistita.

Il Governo metterà a disposizione per il 2014, 31,3 milioni di euro, a cui si sommano le risorse non utilizzate nel corso del 2013. Totale: 63,4 milioni di euro.

Fin qui sembrerebbe un’iniziativa lodevole. Il problema risiede nel fatto che proprio su questo tipo di veicoli punta la Ducati Energia, società della famiglia Guidi, dalla quale il ministro si è dimesso pochi mesi fa.

Free Duck
L’oggetto della polemica si chiama Free Duck ed è:

un quadriciclo elettrico leggero in grado di far fronte alle problematiche connesse alla mobilità, nel pieno rispetto dell’ambiente. Disponibile in versione elettrica ed ibrida, contribuisce a ridurre il tasso di inquinamento acustico e soprattutto atmosferico".

Prodotto dalla Ducati energia, il veicolo rientrerà quindi tra quelli acquistabili con gli ecoincentivi che partiranno il prossimo 6 maggio, cosa che, ovviamente, garantirà all’azienda guadagni ben più alti.

Ma c’è di più: abbiamo precedentemente ricordato l’esclusione delle biciclette a pedalata assistita, per le quali non è stato riconosciuto nessuno sconto.

Ebbene, come sottolinea Repubblica, la compagnia guidata da Guidalberto Guidi non ne ha bisogno. Perché? Perché esiste un accordo con l’Anci e con la città di Firenze che prevede 1000 biciclette prodotte a pedalata assistita da destinare ai Comuni con più di 30mila abitanti. Un’intesa firmata quando a presiedere l’Associazione dei Comuni Italiani era Graziano Delrio e a guidare il capoluogo toscano in qualità di Sindaco c’era proprio Matteo Renzi.

Insomma, i timori di quelli che nel giorno della nomina di Federica Guidi come ministro dello Sviluppo Economico parlarono di conflitto d’interessi, sembrano non essere proprio campati in aria.