Draghi pronto ad agire, ma non acquisterà titoli di stato. Euro risale a 1,3650 dollari

Nicola D’Antuono

26 Maggio 2014 - 12:33

Mario Draghi ha dichiarato che la BCE è pronta a reagire al rischio di bassa inflazione prolungata nel tempo, ma difficilmente acquisterà titoli di stato. Euro in lieve ripresa

Draghi pronto ad agire, ma non acquisterà titoli di stato. Euro risale a 1,3650 dollari

Dopo aver esaminato i risultati delle elezioni europee, che hanno evidenziato un deciso aumento dei consensi dei partiti euroscettici, Mario Draghi ha discusso le varie opzioni sul tavolo della BCE per far fronte al perdurante scenario di bassa inflazione e alla forza dell’euro nel corso di un incontro con i banchieri centrali dell’eurozona, il direttore generale del Fmi Christine Lagarde e alcuni economisti di fama mondiale (tra i quali spicca Pual Krugman). Al convegno di Sintra, in Portogallo, il governatore della BCE ha messo nuovamente nel mirino il rischio di una bassa inflazione prolungata nel tempo. Draghi ha sottolineato che la costante discesa dei prezzi al consumo è da ricercare anche nella forza della moneta unica, in quanto ha un impatto significativo nei prezzi delle importazioni.

Draghi ha dichiarato che la BCE non è affatto rassegnato all’idea di dover sopportare per un lungo periodo di tempo una fase di bassa inflazione. Il banchiere italiano ha rassicurato i mercati, affermando che se l’inflazione resterà sotto il target del 2% per troppo tempo allora la BCE sarà costretta a intervenire con un ampio programma di acquisto titoli. L’ex governatore di Bankitalia ritiene che l’Eurotower possa anche mettere in campo misure monetarie preventive, acquistando Abs o prestiti per rilanciare il credito. Tuttavia Draghi ha sottolineato che la BCE non sarà né troppo reattiva né troppo tollerante. Gli esperti hanno colto nel discorso di Draghi un messaggio piuttosto chiaro: nel meeting del 5 giugno la BCE farà sicuramente qualcosa, ma non acquisterà titoli di stato, ovvero non lancerà il tanto atteso piano di quantitative easing in stile FED.

Sul mercato delle valute è avvenuta una reazione positiva dell’euro, nonostante il successo di Marine Le Pen in Francia e il consenso sempre più largo dei partiti euroscettici, che potrebbero ostacolare in qualche modo la politica di austerità imposta da Bruxelles. Il tasso di cambio euro/dollaro è riuscito a tenere il supporto di 1,3615, il livello più basso da oltre tre mesi, e nel corso della mattinata è salito quasi fino a 1,3650. I volumi di scambio restano, però, contenuti, a causa del bank holiday nel Regno Unito e per la chiusura delle borse americane per festività. Non va escluso che l’euro possa rimbalzare da qui a qualche giorno, considerandole forti perdite accumulate da inizio mese. Da un punto di vista tecnico potrebbe esserci un movimento positivo fino a 1,37 – 1,3750 dollari.