Dieselgate: i costruttori gonfiano i test per ottenere standard più soft

L’allarme da Bruxelles: la Commissione europea contro alcune case automobilistiche che starebbero manipolando i risultati dei test in vista dei prossimi obiettivi nel 2020.

Dieselgate: i costruttori gonfiano i test per ottenere standard più soft

La crisi profonda del motore Diesel continua con un episodio singolare: sembrerebbe infatti che la Commissione europea abbia le prove che alcuni produttori di automobili stiano manipolando i risultati dei test sulle emissioni per eccesso, in modo da ottenere nuovi standard più morbidi del previsto.

Come riporta il Financial Times, Bruxelles sta indagando per fare luce su un nuovo caso che rientrerebbe a pieno titolo nello scandalo Dieselgate, che dal 2015 ha stravolto il mondo dell’auto: se in quell’occasione - e in altre successive - la manipolazione sia stata al ribasso, per registrare livelli di inquinamento inferiori alla realtà e ottenere così l’omologazione delle auto, ora la strategia sarebbe opposta.

Nel 2020 saranno stabiliti i nuovi standard sulle emissioni sui veicoli, e per scongiurare norme troppo restrittive, le case automobilistiche starebbero gonfiando i risultati dei test per abbassare le aspettative dei legislatori.

Auto diesel, risultati gonfiati

L’addio al Diesel è alle porte, come confermano le case automobilistiche che entro il 2025 lo avranno eliminato dalle gamme e come annunciano le istituzioni, visto che entro le stesse scadenze circa le auto a gasolio non potranno circolare nelle grandi città.

Il commissario al clima Arias Canete ha dichiarato alla testata britannica che la commissione farà tutto il necessario perché tutti i risultati delle case automobilistiche siano reali. Il Joint research center coordinato da Bruxelles ha trovato prove da ben 114 test, i cui dati indicano come i produttori di auto stessero configurando le prove in modo da far apparire i risultati gonfiati.

L’espediente utilizzato dalle case automobilistiche è stato quello di eseguire i test con auto con la batteria scarica, in modo da comportare un consumo di carburante maggiore rispetto alla norma. Infatti gli stessi veicoli, testati con misurazioni standard, avevano dato risultati migliori in termini di emissioni.

La paura per i costruttori è quella di andare incontro a nuove norme più restrittive nel 2020, che sancirebbero la fine del Diesel senza proroghe.

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